black mirror reale

ATTENZIONE SPOILER: di un episodio di Black Mirror.

In un episodio della serie Black Mirror che ho appena visto, in un ipotetico vicino futuro la gente ha la possibilità di memorizzare ogni cosa che vede e sente e rivederla a suo piacimento in stile videoregistratore, anche proiettandola in dispositivi esterni (televisori eccetera).

Il protagonista percepisce che la moglie lo ha tradito, vede e rivede cose in cui si, alla fin fine ha ragione… ma che gli causano un dolore infinito, nella cruda Verità di quanto accade, la lama più tagliente per un maschietto: la tua donna che fa sesso con qualcun altro, che ride quando lui parla, che è un po’ spenta per te. Lo vede e lo rivede, riavvolge e ha modo, non di avere un dubbio, ma di essere sempre più certo di non sbagliarsi. Alla fine scopre inganno su inganno ma di una donna che ormai lo amava? Comunque sbugiardata con durezza lei se ne va, lasciandolo con solo la verità e la ragione, in una casa fredda in cui può rivedere in totale vividezza gli stessi luoghi con lei dentro, nei ricordi videoregistrati, luoghi che allora erano scaldati da lei, dai suoi occhi che lo amavano.

Alla fine si strappa l’impianto per non dover mai più rivivere con nitidezza nulla.

Sono io.

tira e molla (32ma puntata)

L’ennesima volta che mi trovo, con lei, a fare una cosa bella e trovare che per lei era non brutta, ma bruttissima. Soffre. Mi sento combattuto, ora. Sento che voglio farcela, che voglio stare con lei, amarla, che la amo, che voglio che stia con me… e contemporaneamente vedo che mi sto sforzando di farla felice perché se non lo faccio felice non è. E sento che non le basterà mai, che mi sentirò sempre non all’altezza e alla fine non mi tirerà nemmeno per lei e mi sentirò di nuovo subumano.

l’inverno arriva sempre

Le dicevo che la mia ex, con la quale convivo e con la quale non dormo più, per non far del male a lei (o dormo in studio o dormo a casa di lei, oppure nella mia sul divano) ora la sento distante e distaccata, come se le avessi fatto qualcosa, che non è più tanto nemmeno come un’amica. Lo dicevo per dire “vedi che non siamo così vicini intimi ed amiconi?”. Certo io me ne dispiaccio perché un po’ di confidenza, con una persona con la quale hai vissuto mezza della tua vita, pensi di averla sempre. Io almeno lo penso. Ma il messaggio era: visto che sei gelosa del nostro rapporto e lo trovi eccesivo, guarda, siamo ancora più distanti.

Invece praticamente ci lasciamo, dopo questo. Ora non ho tanta forza, più, per descrivere il tutto ma… Anche se ne usciamo, io sempre, ogni volta, non mi sento al sicuro e tranquillo perché per qualsiasi cosa è così: ogni volta ti lascio, ogni volta vado via, ogni volta non posso tare con te se tu. E cosa vuoi costruire con le basi fatte di stuzzicadenti che basta dargli una schicchera per farli cadere?  Continue reading →

another day in paradise (32ma puntata)

Da quando è tornata io sono felice. Coerentemente con quanto ho già detto, la mia vita ha senso di essere se ho possibilità tangibili di essere felice, ed io sono felice con l’amore di relazione, con la mia vita che si intreccia con quella di una ragazza, di una donna. E quindi sono felice, ok?

Prendo sempre l’efexor perché nonè un medicinale che puoi far sparire come niente senza conseguenze. Arriverà il momento, ma stiamo calmi.

Lei è tornata: quello che voleva per non soffrire io lo posso fare e lo sto facendo: senza essere uno zerbino, senza cambiare ciò che sono: variando alcune abitudini e con alcune – tutto sommato piccole – complicazioni, ma gestibili. Non dormo più a casa mia e se dovessi farlo lo farei sul divano. Questo ha generato una reazione inaspettata nella mia ex. Ha realizzato quanto ci si sente soli: questo mi dispiace molto. Io sono sempre stato così da quando mi ha lasciato. So bene che lo ha fatto perché non la scopavo, ma mi aveva messo in un vicolo cieco: non c’era modo di tornare indietro e l’unica cosa che mi lasciava era – per quanto comunque apprezzabile in luogo della solitudine assoluta, la compagnia di un convivente-fratello, che però c’è poco nella mia vita. Ero solo, senza Amore, senza sesso, tenerezza, passione, condivisione totale. Lei, ora, ha incrementato la sua attività sessuale: quello che trova sono sempre uomini sposati insoddisfatti: credo se ne giri un paio ormai, ma ora può farlo con più comodità, a casa. Forse non aspettava altro, la comodità? Ma sembrava le desse fastidio che questa comodità fosse l’unica cosa che cercavano. Ad ogni modo buon per lei, cerchiamo tutti di star bene.  Continue reading →

27ma puntata

(C) Maud Chalard

Non abbiamo resistito neanche un giorno. Lei si sentiva morire dentro, io ricominciavo a sentire tutto grigetto nella vita, in poche ore. Lei ha trovato il modo di bucare il muro, pur senza avere la forza di telefonare: un social che non avevo bloccato (google hangout) e abbiamo ricominciato.

Con delle condizioni che, per ora, possono andarci bene. Ma non riuscivamo a respirare bene senza, l’un l’altra.

L’intensità dell’innamoramento è una droga a cui non mi sono mai disabituato.

migliorano per dispetto

brazilian shavingIn una qualche commedia uomo-donna con Jennifer Aniston della quale ho visto solo il trailer, lei per “riconquistare la sua attenzione” ricorre alla depilazione totale ovverosia la “Telly Salvalas”.

Questa cosa, in quell’istante, mi ha fatto esclamare “ma perché devi farlo DOPO? perché non lo hai fatto SUBITO e PRIMA? Così è finto, è solo una lotta per fare goal all’ultimo minuto e poi sedersi di nuovo a fare un cazzo! Se sei così, SII SEMPRE così!”.

Questo esempio estremo e vaginocentrico serve ad allontanare le femminette isteriche. Dovrebbero essere già andate verso la terza riga, assieme a coloro che non amano leggere. Continue reading →

giovane/vecchio me stesso

Ricordo. Ero con lei, macchina mia, in un posto. Non ci volevo andare. Glielo avevo detto. E, scopro poi, lei aveva accettato nella sua idea che ero uno che la voleva solo scopare, che avevo urgenza di farlo e che le stava bene, che non c’era altro.

Non era vero.

Ma per lei era così, io non sapevo che per lei era così e nessuno dei due sapeva che sarebbe stato meglio che l’altro sapesse. Non lo sapevamo, quindi non potevamo sapere nemmeno il resto.

Dunque arriviamo li, ma le avevo detto non più di 10 minuti o non andiamoci. Arriviamo, si dilunga in ogni modo. Alla fine le dico senti io me ne vado, tu fai quello che vuoi. E’ tutta la vita che lo faccio. Mi hanno fregato così tante volte da adolescente con “ma vieni con noi che poi ti diverti” e poi restavo incastrato a rompermi i coglioni in cose che non mi interessavano, perdendo tempo della mia vita solo perché non avevo un’auto … che dalla patente in poi questo non accade più. Io non vengo se non ho la certezza di non restare incastrato. Se mi piace rimanere rimango. Ma non devo rimanere perché la macchina è tua.

Ma non devo nemmeno rimanere perché TU non hai la macchina.

Quando si sta insieme si parla, si parla PRIMA. Continue reading →