qui una volta era tutta f

Vivo di notte (con le anime perse? non saprei proprio) molto spesso. In ufficio di X mi fanno arrivare la cover con Amazon, poi con il locker ho preso alcuni adattatori (che non bastano mai) per cuffie varie.

Esco, saranno le 2-3 di notte, io ho le cuffie, vi ricordo che tecnicamente sono un cinquantX enne con vario pelame grigiastro, in braghe corte, sneakers, maglietta (ma panza) e codino. Occhiali, ahimé. E incontro anche te (che corri a pregare un po’ Dio? non credo) , ragazzino, che … beh tu torni a casa. Non mi guarda, immagino che mi abbia comunque visto e si faccia i cazzi suoi. Com’è bello che a lui pantaloncini e maglietta stiano così bene. Io comunque ho caldo, quindi fottesega.

Salgo nella brum, vado verso il locker, parcheggio, scendo, vado al locker, prendo gli adattatori (w il locker santo subito) buttando via la busta di cartone. Penso che andando ad X mi fermerò in studio e lascerò 2x di ogni adattatore e gli altri a casa, magari controllando che tutto sia in ordine.

Ma ad un incrocio noto che i caramba mi stanno seguendo. Ho le cuffie. Non ho la cintura. Quindi prima cosa via le cuffie! Poi freccia qua, gira là intanto metto le cinture. Fine. Per il resto sono un cittadino modello (non top-modello esteticamente, altrimenti forse mi fermerebbero meno… ma mi mi fermavano anche quando ero piacente: capelli lunghi: quindi ricchione; ricordo un “eh ma voi potreste anche essere omosesuali!” negli anni ’90) ma… si, mi stanno seguendo. Me ne fotto (perché ho la maglia di lana e me la rido, har har – questa è proprio per pochi; hint: RatMan) e procedo esattamente al limite. Perché lo sappiate: io corro e mi dimentico la cintura. Fine della mia criminosità. Ah beh, ascolto anche musica a palla. Quindi in effetti metto quella. Gira, rigira. Lampeggianti, mi fermano, patentelibbretto.

Non bell’atteggiamento, prossemica, postura, tono, posizione dei due; sono abituato perché sono vecchio, me ne fotto. Buonaseragienteeeeeee. Dove sta andando? Per anni ed anni ho risposto “questi non sono affari vostri” andando a divertirmi per le successive mezz’ore. Mentre oggi “vado a <nomedellacittà>”. Avevo quasi pensato di dire “e se volete venire con me vi offro accesso alla macchinetta del caffé ma le monetine dovete mettercele voi” … ma non sembravano simpatici. Uno era ragionier pignetta… E infatti “ma … mi tolga una curiosità… perché quella sosta di 5 minuti in viale taldeitali?”. “C’è un locker”. “ah.” Non saluta. Io da buon anziano “BUONA SERA E BUON LAVORO AGENTE!” che, mentre si allontana bofonchia un saluto.

Più invecchio e voi diventate giovani, più è sempre quella merda di conformismo del cazzo: io sono anomalo, sono strano. Ma a quella merda di coglione che mi affumica ad orari ufficio in pieno giorno con quella puzza di canna a THC assicurato… tre volte al giorno per due settimane… in condominio, stando a casa, di giorno col sole… quello no. Quello non ha problemi parcobìo.

Vado, arrivo sopra lo studio, prendo gli adattatori , butto via l’altro cartone. Ne estraggo per portarli giù… il tipo che ho faticosamente trovato per tagliare l’erba ha fatto un così buon lavoro proprio lungo il perimetro che un rampicante con spine si sta mettendo di traverso alla porta. Entro e do’ un po’ di aria alla sala prove degli <nomedelgruppo>. Apro la mia porta… e la signoragina è incastrata sulla gamba di un tavolo, si è portata via le cuffie scrause… guardo a sinistra… disastro. Ma ho le cuffie e la musica. La signoragina aveva tirato giù il tavolo dove stavamo provando con il Minibrute 2S e il pc messo sui cavalletti. Per fortuna il minibrute, che non è mio, lo avevo messo su un supporto più solido e stabile. Tiro su tutto, rimetto la signoragina sulla sua base, ascolto Caterina Barbieri produrre la sua marcetta con sottofondi simil-ambient, penso ai suoni… finisco, chiudo tutto, mi aspetto che nel piazzale ci siano di nuovo i caramba, ma non ci sono. Allora vado verso S, sperando che la sua stazione sia ancora un po’ vecchiotta. Per i clip del video che voglio fare mi serve la stazione messa male… cazzo le stanno sistemando tutte. Proprio ADESSO. Eh certo, ci sono i giochi olimpici. Quella non è malissimo… ma quelle piastrellette che mi ricordavo… io le volevo.

Ma alla fine… mi sarebbe servita anche una Fiat Tipo stile anni ’80 … dove cazzo la trovo così al volo? Quindi dai, pazienza. Come dice L … “basta dare l’idea”. Vedremo di farlo.

Nel frattempo studio (poco) Reaper, raccolgo informazioni che aumentano il freezing da indecisione, raccolgo materiali, di tanto in tanto ne analizzo e scopro che c’era davvero della roba buona nel nostro demo… e nelle cassette che ho avuto cura di registrare in quegli anni. Credevo di averne di più sinceramente. Forse nel 2014 ho già fatto un buon lavoro iniziale: infatti ci sono alcuni testi che nel demo non ci sono.

Certo ci sono altri che dovrebbero fare cose. Ma … io non posso dire a nessuno che li sto solo aspettando: non sarebbe affatto vero. Non so davvero registrare una batteria. La mia parte non l’ho già registrata in modo ineccepibile. E se poi Mx cambia tutto quando finalmente si mette con le chitarre?

Quindi intanto faccio passetti.

Mio padre declina. Mia madre quasi meno. Ma quanto tempo avrò? Non è con le mie forze che la mia sussistenza si mantiene. Quindi visto che non ho nessuna voglia di sopravvivere intanto cerco di fare l’unica cosa di cui mi frega. Sarebbe davvero stato tutto stupido senza almeno questo. Da lei sono passati 7 anni. E come 7 anni fa… non ho davvero un motivo serio per sopravvivere. Solo cercare di non soffrire troppo. E dai, si, ho un paio di cose che vorrei che vedessero la luce. Ma credo sarà solo la luce a vedere loro.

Il demo deve diventare musica vera, professionalmente prodotta.

E le foto di nudo … devono trovare una via. Una mostra? un libro? qualcosa.

E non ho ancora il mio tasto rosso.

Tornando indietro ho fatto la strada alternativa e ho guardato quella di DEFGHI di stazione: oltre a venire rinnovata dove era decrepita… ormai è diventato decrepito quello che quando andavo a Liceo io non c’era! Nè il SOTTOpassaggio, né il passaggio rialzato. Entrambi sono apparsi dopo. E ricordo quanto “non è un problema mio” in versione “sono tutti cazzi tuoi non mi interessa” mi venisse opposto quando il mio ritardo era dovuto ai ritardi di treni e corriere. Ricordo anche quando la pula mi portava in ufficio perché avevo attraversato i binari pur di non arrivare in ritardo.

Sono sempre d’aiuto, è bello, mi sento protetto.

Conformismo di ritorno (vita maleducata: addio)

La generazione X , ma forse anche i Boomers, letteralmente parlando, credo siano stati molto “anti” , rispetto alla generazione che li ha creati. In contestazione con le formalità, le regole imposte, l’educazione formale, fare silenzio, osservare orari, regole che non potevano essere contestate in precedenza.

Durante tutta la mia giovinezza sentir parlare della “contestazione”, una contestazione che io non ho fatto e che forse chi aveva 18 anni nel ’68 beh… non era boomer, era nato ben prima, con i piedi dentro ad una rivoluzione più culturale, ragionata, elitaria, che solo emotiva? Non lo so, non ho studiato questa cosa. Ci ho vissuto dentro sentendo “l’era della contestazione, i movimenti di contestazione”.

Però si, noi contestavamo. Io di sicuro. “Devi” “si deve” “è bene, è male” “si fa così” per me sono sempre tutti stati discutibili e se la risposta era violenza o una sua forma nel “perché si”, di certo non mi sono fermato ad accettarlo. Molte di queste erano regole sensate, utili, ma me lo sono dovuto spiegare da solo, in relazione ad altri, per farci pace e dirlo ad alta voce, organizzarlo. Magari mentre altri pensavano a cose più pragmatiche. Le mie solite seghe mentali insomma.

Ma ora sento così conformisti quelli delle generazioni dopo, così pronti a dare nuovi ordini, nuove regole, nuovi “non si dice, non si fa, non si può, non sta bene” che mi sembra di tornare adolescente e rabbioso perché di nuovo, non possiamo solo stabilire i limiti delle libertà e poi smetterla di rompere i coglioni e voler conformare tutti? Sono imbarazzati da ogni cosa, a disagio con la vitalità esuberante tipica del popolo Italiano? Ma per essere meno imbarazzati loro, anche nel cringe, cioé: imbarazzato da qualcosa che TU fai e fa imbarazzare me … allora tutti devono adattarsi al loro problema, non il contrario, altrimenti sono dei cattivi gli altri. Cioé tu non ti svegli e il problema siamo noi. Per legge, vorresti.

Non lo so, a me sembra di si: sull’onda di battaglie che di certo non hanno iniziato loro, per migliorare le cose, si sono radicalizzati su alcune posizioni, usando metodi di chi, quelle posizioni, le aveva contrarie.

Magari questi stessi si chiedono come mai le destre stiano riprendendo forza: eppure il modo di ragionare così impositivo lo hanno anche loro. Convivenza, accettazione, dicono. Ma solo se fai come vogliono loro. Non mi sembra poi strano che ci sia più destra. Almeno sono onesti. Loro “vogliono imporre ciò che è giusto”. La parte conservatrice ora non mi sembra quella ideologica, ma quella di metodo? Non so, non sono sicuro.

Per me c’è meno libertà possibile, invece che di più, per tutti. Ma a me, tutto sommato, va sempre ricordato che l’obiettivo è trovare il monossido, pagare i debiti (frega solo a me, M si è comprato una Tesla e una villa, lo scorso anno) e suicidarmi facendo meno casino, entro i limiti del possibile.

Nel frattempo magari facendo qualcosa che mi va di lasciare… ma che alla fine penso possa essere come i Cugini di Campagna od un coevo di Natalino Otto per me, ciò che io potrei lasciare in giro oggi.

Le diverse sensibilità, le mode. Una cosa che ho odiato sin dalle medie… non hanno smesso di circondarmi. Fuori tempo, fuori moda, insomma sempre fuori, dai.

sei strano

Sei pazzo! 🙂 Sei strano! 🙂 Sei fuori! 🙂 Sei particolare! 🙂

Tutta la vita che sento questo. Chiedersi cosa sia normale ti viene spontaneo, quindi. E ovviamente cosa sia normale lo stabilisce la statistica. Il comportamento diffuso, la conformità più piatta: il comportarsi quanto più possibile “come fanno gli altri”.

Che se magari parli di educazione o di stare a destra per strada non è male; ma se si tratta di vivere… mah.

Certo lo dicono sempre col sorriso, non è un’offesa. Ma forse la cosa spaventa, è imprevedibile? Eppure non sono uno imprevedibile, anzi.

Certo, mi piace prendere e andare, senza pensarci troppo. Voglio andare la: posso? No. Resto. Posso? si. Vado!!

Poi torno eh.

Dai 20 in poi ogni volta che qualcuno diceva “andiamo al mare?” (2 ore circa) in un sabato sera qualsiasi, magari in pizzeria d’inverno, io sempre “CERTO! partiamo!!!”. E poi scoprivo che era sempre uno scherzo. Tutt’ora se qualcuno lo dice io sono già al posto di guida.

Cento anni fa qualcuno disse “ok, facciamo come vuoi tu”; quindi ho preso la carta stradale del TCI sezione NORD, ho aperto dove si vedeva tutto il nord, ho chiuso gli occhi e puntato il dito a caso. E siamo andati. Questo non è mai più stato fatto, ma ogni volta ne parlano. Ma allora se vi era piaciuto perchéccazzo…

Vabbé.

Strano. Ma strano che? Ma cosa?!!!