strascichi da confidenza suicidaria

EXIT strategy

Ho chiesto ad M, la cui moglie si è impiccata, che pensavo potenziale suicida nonché potenziale frequentatore di gente brutta in quanto indagato a suo tempo per terrorismo dalla digos (uso di esplosivi? boh!) che mi portasse da uno che mi sparasse in testa e non l’ha fatto. Nel frattempo lo scopro uno che ama la vita, un combattente. Non solo, adesso vuole che vada con lui dalla sua assistente sociale. Mappòrcod.

Parlavo con C, carissimo e – pensavo io – fidato amico, totalmente fidato, sempre del fatto che magari conosceva qualche esperto di armi in quanto avente passato da militare ed amante delle armi. E alla fine questo ha avvertito mia sorella. Che è già giù di suo. Per fortuna lei ha avuto la bontà di tenerselo per sé, ma adesso mi tormenta. Ragazzi è bello che mi vogliate bene, ma io voglio l’amore e la fica. Mescolati assieme. Non vado a puttane. Non sono uno per l’amore platonico con un roito. Mi serve il MIX. Quindi cara sorella, grazie per la stima. Ma questo non me lo puoi dare. Quindi DIOXXXXXXina.

Parlavo con H, che subito, in 2 secondi, mi avrebbe trovato un sicario. Ma no, niente. Perché? Perché è una brava persona e non voleva che l’ammazzato fossi io. Risultato? Mi contatta SUA MOGLIE e mi chiede “stai meglio?”. Ma se cristodiddio la prima cosa che ti dico era “quello che ti dico resta fra noi qualsiasi cosa sia?” si, ok, giuro. Seh. Ziokkkkkkkkkkkkkkk.

Per fortuna A, l’unico che si fa i cazzi suoi e che quando gli viene da chiamarmi per verificare che non mi tiri un colpo dice “eh, ma son cazzi suoi se vuole farlo”, è anche stato l’unico che mi ha trovato LA SOLUZIONE: il monossido di carbonio, tubo attaccato allo scarico dell’auto, si butta dentro, si sigilla tutto, si dorme, si crepa, fine dei problemi. Eccolo un amico. Lui mica vuole che io muoia. Ma nemmeno vuole che io soffra. Sta a me. QUESTO DOVREBBE FARE TUTTA L’UMANITA’: vuoi che sia felice? Adoprati perché lo sia. Non sono felice e voglio morire? Adoprati perché io lo possa fare agevolmente, senza soffrire ulteriormente. Questa sarebbe civiltà e resterebbe vivo solo chi VUOLE farlo: estremamente positivo anche per la specie.

Ma la versione migliore resta questa:

sull’identità su internet

Tempo fa, parlando dell’anonimato a cui tengo molto su internet, dicevo alla mia amica Cristina qui online che ritenevo molto più intimo questo, in molti casi, di quello che può succedere di persona: come il contenuto di un libro non cambia se gli tolgo la copertina, il titolo e l’autore, così il mio rapporto deprivato di chi io sia nel mondo e della possibilità di verificare se ciò che dico è vero – se non parti dal presupposto che ti menta – non cambia il mio rapporto virtuale con te. Questo lo sostengo ancora, io mi sento così.

Interessanti argomentazioni (non necessariamente a supporto della mia tesi, però attenzione) le trovo in questo articolo in cui viene citato su un articolo di Wired, da Alberto Caputo  (psicologo specializzato in sessuologia e criminologia), la teoria di Joseph Walther relativa alla (SIP) Comunicazione Mediata da Computer e cito: Continue reading →