cinico moment

Ostentata indifferenza e disprezzo nei confronti dei valori morali e sociali – dice letteralmente per  cinismo, la definizione, derivata da “ad imitazione del cane”.

Osservavo la mia micia, mentre pensavo che ci si allontana dall’umanità per disperazione, non per cinismo. Ci si allontana per disillusione, per scoramento, per speranza disattesa, per aspettative tutt’altro che ciniche, ma anzi, il loro contrario. Puntualmente disatteso, puntualmente non incontrato.

E che offesa per il cane.

Disprezzo ed indifferenza: non direi. Disprezzo per quei valori, fatti in un certo modo, e non necessariamente condivisi. Io ho determinate visioni di valori morali e/o sociali. Umani, tra l’altro, li unificherei.

Con la vecchiaia, mi pare di scorgere noia, disillusione, un senso di già visto in tante persone che mi ammorba, che infetta anche me, che mi fa venire voglia di parlare solo coi giovani … e che qualcosa dentro di me mi fa pensare come “si, perché sono facilmente manipolabili e creduloni e tu sei uno stronzo”. E mi dico che non so da dove venga questa voce così stronza. Perché in realtà io scorgo speranza, voglia di fare, voglia di godere, di gioire. E anche la capacità e la potenzialità per farlo, del resto.

Si usa facilmente la parola cinico, no?

E della setta dei filosofi, invece? Non so niente. Googlowikizzo un attimo e… eh no, non mi piace quella prima definizione. In effetti trovo più completa quella pure citata da wikipedia, anche dell’uso moderno per estensione, ma comunque più aderente a quel che sento. Ma non mi basta. Ecco, un nuovo interesse idiota ed inutile: quando sei felice, appagato, te ne fotti.

Qualcuno direbbe: ecco, sei cinico – ?

vivere-morire

Ho una lista che non leggevo da un mesetto, credo, forse due.

Costruire-distruggere.

La lista è un promemoria: se vivi fai queste cose, se vuoi morire prepara queste altre. In ogni momento comunque qualcosa da fare l’avresti.

Mi sono accorto che per ora sto facendo una delle cose della lista del vivere=costruire.

Non è né buono, né cattivo, il segno. Quando ci penso (è la palestra) mi viene in mente uno che muore con tutto in ordine. La morte lo falcia, poi si ferma e lo guarda: “guarda che bravi che sono con me; sanno benissimo che stao arrivando e non serve… eppure sono in ordine, puliti, rasati, persino in salute… alcuni anche si sono rimessi in forma… ahahah che stupidi… tra poco torneranno tra i vermi … questo aveva anche imparato un sacco di cose e viste un casino di altre… bah. Speriamo che abbia almeno passato il testimone a qualcuno, o che si sia goduto il viaggio”.

Alla vigilia di Natale però ero a casa del supremo e ho provato a fare un sollevamento. O forse si chiama trazione. Non so, quell’azione di agganciarti ad una sbarra e tirarti su. E con mio sommo stupore sono andato su. Allora mi sono detto hey, fermi, stai barando, hai fatto il saltino. Prova da terra. Sono andato su. Ora, sono VENTICINQUE anni che non faccio cose simili. Quindi il mio corpo mi manda segnali da vecchio, del tipo “hey ma non è che adesso qua si spacca tutto?”. Però la cosa buffa è che ora che lei non è più che una specie di nipote, un aspetto che lei avrebbe gradito (massa muscolare) e di cui a me non frega niente, potrebbe avere il sopravvento su quello per cui andavo in palestra: dimagrire. Questa fottuta minchiazza di panza non vuole andarsene senza combattere, la bastarda. Boh, magari farò meno fatica a fare la spesa. Ma io non mollo, stronza panza di merda. Ti odio.

Comunque con quello che ho mangiato per le feste non c’è palestra che tenga. Compresa la mia fantastica mousse di burro al burro fatta con del burro e aggiunta di burro burrato fritto nel burro cotto. E del tonno.

Si vede che non ho sonno? quanti post inutili sono in grado di produrre? ok, vado.