Ostentata indifferenza e disprezzo nei confronti dei valori morali e sociali – dice letteralmente per cinismo, la definizione, derivata da “ad imitazione del cane”.
Osservavo la mia micia, mentre pensavo che ci si allontana dall’umanità per disperazione, non per cinismo. Ci si allontana per disillusione, per scoramento, per speranza disattesa, per aspettative tutt’altro che ciniche, ma anzi, il loro contrario. Puntualmente disatteso, puntualmente non incontrato.
E che offesa per il cane.
Disprezzo ed indifferenza: non direi. Disprezzo per quei valori, fatti in un certo modo, e non necessariamente condivisi. Io ho determinate visioni di valori morali e/o sociali. Umani, tra l’altro, li unificherei.
Con la vecchiaia, mi pare di scorgere noia, disillusione, un senso di già visto in tante persone che mi ammorba, che infetta anche me, che mi fa venire voglia di parlare solo coi giovani … e che qualcosa dentro di me mi fa pensare come “si, perché sono facilmente manipolabili e creduloni e tu sei uno stronzo”. E mi dico che non so da dove venga questa voce così stronza. Perché in realtà io scorgo speranza, voglia di fare, voglia di godere, di gioire. E anche la capacità e la potenzialità per farlo, del resto.
Si usa facilmente la parola cinico, no?
E della setta dei filosofi, invece? Non so niente. Googlowikizzo un attimo e… eh no, non mi piace quella prima definizione. In effetti trovo più completa quella pure citata da wikipedia, anche dell’uso moderno per estensione, ma comunque più aderente a quel che sento. Ma non mi basta. Ecco, un nuovo interesse idiota ed inutile: quando sei felice, appagato, te ne fotti.
Qualcuno direbbe: ecco, sei cinico – ?