ma la tua morosa è porca?

pissi pissi

La privacy e la sua gestione è sempre stata un argomento per me. Non aveva questo nome. Era “farsi i cazzi propri”, “impicciarsi”, “ficcanasare”, “spettegolare”, “raccontare i miei cazzi in giro”, segreto, spifferare.. Essere riservato, la parola intimità intesa come qualcosa di lontano dal bidet, anonimato, discrezione … parole che non consocevo.

Il ricordo più forte che ho, che immagino fu la goccia che fa traboccare eccetera, l’inizio della fine della fiducia e il cambio di atteggiamento riguarda un negizio del paese. Andai in macelleria e “la signora Gianna” mi chiese “allora come va col ginocchio?”.

Sgomento. Entro in un luogo deputato allo smercio di carne morta, quarti di bue colante di sangue e di fronte a me una signora non troppo distinguibile dal marito, rettangolare, rubizza e piuttosto rozza, di cui non sono parente e che non sa – legittimamente, penso io forse 13 enne, perché io non le ho detto niente in tutta la mia vita perché non mi piace – NIENTE di me, mi chiede una cosa che solo un mio stretto familiare, col quale ho confidenza, conosce. Leggere questo periodo è possibile, ma difficoltoso. Ma possibile. Respirando, modulando. Vi assicuro. Ho provato eh.

Il mio primo impulso è, ed è sempre stato, urlarle “FATTI I CAZZI TUOIIIIIIIIIII!!!!! COME FAI A SAPERE LE MIE COSE?!!!!!!”. Ma il secondo è un po di paura. Di sorpresa. Davvero ho iniziato a pensare come fosse possibile che questa brutta qui e che-non-mi-piace qui (antipatica? ma che ne so!) sappia una cosa che sa solo la mia mamma? Che poi è anche privata … insomma se mi fa male un ginocchio, se sono caduto, se sono andato qui o la … sono cazzi miei no? Ma come… ma quale servizio di servizi segreti ha la macelleria?  Continue reading →

indovina chi viene a cena

All’improvviso il mio compare mi invita a cena. Io so che sono il suo compare. Lui sa che io sono il suo compare. Ma del vecchio matrimonio: ha fatto la cazzata, anche lui. Me la ricordo ancora Corinna. Ricatto sessuale invertito, anche, mi ricordo: “puoi scoparmi il culo se mi dai un figlio” e cose del genere. Ora che ci penso bene ha un figlio. O no? Dio mio!!! Che lieve disattenzione da parte mia. E’ che ci siamo persi di vista molto prima. Sicuramente per cazzate: che non ho mai perdonato. Sarebbe stato facile: volevo solo che mi dicesse perché mi aveva tolto la parola. Ha lasciato passare anni ed è tornato li come se niente fosse. Io ormai ero congelato. Con lui ho capito alcune cose: 1) che io non perdòno? (ora non saprei più, è passato del tempo) 2) che esistono una quantità di donne che non vogliono un figlio da te, ma vogliono un figlio. E che sarebbero molto oneste a fare tutto in stile Grande Lebowski, essere sincere e dire “a me di te serve solo uno spermatozoo, dammelo e togliti dalle palle”. E invece c’è tutto un contorno di stronzate.

Queste donne, queste ragazze, esistono. Non ho in nessun modo detto che “tutte le donne” qualcosa. Corinna era così, me lo ricordo. E’ tuttora felice, credo, della figlia che è nata… anche se quando l’ho vista in un negozio con lei, forse, forse, ma forse… non sembrava felicissima. Un momento, sicuramente.

Questa sera ero a cena da lui, con la sua nuova boh, moglie, compagna, donna. Da molto tempo hanno messo su casa. Ed era una vita, anni davvero, che non venivo invitato in una occasione da “gente per bene”. Invecchiando e venendo incanalato in una vita “regolare” l’ho fatto eccome. Ma pian piano era sparito tutto.

[pausa: la gatta ha vomitato, brutta schifosa!]  Continue reading →

con l’eternità si sistema tutto

Oggi ho rivisto Paola. Sono 25 anni che non ci vediamo “sul serio”. Paola è stata la mia prima vera ragazza, per come la vedo io. Era quella che io volevo davvero. L’ho vista il primo giorno di scuola e ho pensato “dio mio la voglio”. Poi è successo che fosse proprio in classe mia. Ma ero uno sfigato. Per qualcosa come due anni niente, ma insomma mi piaceva e si andava avanti nella vita. Poi è diventata la mia ragazza, per un po’, pochino. Giusto il tempo di distruggermi totalmente come ormai sapete che può succedermi.

Ma io non lo sapevo.

Era la prima volta. Ho imparato tutto il dolore che si può imparare, lì, quella volta lì. Ed ho imparato a conoscere i miei tempi: 7 anni per guarire. Sette. Ma già a 5 il tormento era più intellettuale che solo di cuore… e quella volta, ricordo come fosse oggi, ero riuscito a parlarle, farle una domanda, risolvere e … sentire che un macigno si toglieva dal mio cuore… che il fantasma poteva essere lasciato andare.

Oggi l’ho rivista: è una donna. Il tempo è passato finalmente (questo lo dico come stronzo invidioso della forma fisica altrui, non come uomo) anche per lei. E finalmente riesco a vedere che non è perfetta, che il visto non è simmetrico, che è deliziosamente mingherlina come piace a me, ma che, tutto sommato, è sempre splendida e adorabile e con quel sorriso meraviglioso che io conosco e amo. Lei ride così bene. Ed è felice. Sposata da un anno e mezzo con un uomo giusto, che adora e che l’ha “salvata” (che ridere a pensare quando io 17enne pensavo “ah un giorno tornerà e io la salverò!” – come fanno i ragazzini pensando che senza di loro comunque la vita andrà male ecc ecc per poter fare i principi azzurri) … alla fin fine quella storia non è stata poi tanto diversa da come mi favoleggiavo: è veramente tornata, e veramente non è stata felice in giro: lo è qui. Mi piace, mi piace com’è, quello che desidera (figli a parte, ma per me, non per lei) … la vita LENTA che desidera. E il fatto che accetta (proprio oggi) quello che ha come un dono, come molti doni, anche se non è tutto come avrebbe desiderato.

E mi ricorda, anche lei senza che abbia fatto lei questo ragionamento, ma lo ricorda a me, che ho molto. E per una parte io ne sono sempre consapevole.

Del resto il mio è solo un conto: alla mia età, con i miei tempi e con il pregresso, statisticamente, non è che ci siano mille possibilità di trovare l’amore.

Con l’eternità si sistemerebbe tutto ma come diceva quello … nel lungo periodo saremo tutti morti.

Ci rivedremo, ma … lentamente dice, come ho detto io tempo fa: pace, calma, niente fretta. Niente stile lumbard, niente gente che ti fa fuori se non fai fuori loro.

shutterstock review in meno di 20 secondi

Joystick a destra-sinistra a manetta

Joystick a destra-sinistra a manetta

santapalettaverginedelleazzorre, sono un po’ di notti che Shutterstock accetta la submission e dopo meno di 1 minuto, e oggi oserei dire dopo meno di 20 secondi approva.
Tempo fa avevo fatto la supposizione che fosse (li) all’incirca venerdì ore 17.30 e che quindi il revisore di turno avesse il mega tasto APPROVA tenuto premuto come se giocasse ai videogame delle olimpiadi negli anni ’80-90 (si smanettava con il joystick a destra e sinistra forsennatamente per far correre l’omino).

Però ora sono le 7, nel regno unito le 6, negli USA (costa pacifica) le 22, ad Hong Kong sono le 14, a Toronto è l’una di notte, e a Mosca sono le 9 di mattina. Quindi… in nessun posto è l’orario da fuga fantozziana.

Per cui approvano velocemente e basta. Come mai? Alcune di queste cose provengono da servizi che ho già inviato a tranche in varie volte. E non andavano giù così lisci. Mh. Non vorrei trarre conclusioni affrettate.

il mood del microstocker (e del fotografo)

In generale i fotografi si lamentano, quando si parlano fra loro (intendo anche su Facebook o “spazi virtuali comuni”). Se sono di vecchia data hanno più motivi, che non sempre condivido.

Le lamentele sono le più varie: tutti fanno solo schifo, tutti non sono originali, tutti non hanno una sufficiente cultura. Poi si passa ai pro, semi-pro, wannabe-pro e pro che più o meno dicono le stesse cose, in massa, chi con ragione, chi ipocritamente, essendo la causa dei mali degli altri. Tutti possono fare le foto con le digitali, il digitale ha abbassato la media, ha alzato la media ma abbassato le punte di alto livello, il digitale sta facendo scomparire il mestiere, ecc ecc.

Molte di queste sono vere. Posso aggiungere la mia, se non siete fotografi magari non l’avete sentita: sarà più o meno quella di tutti gli altri. Continue reading →

sto leggendo: L’ultimo Teorema (URANIA)

Leggo, quando riesco a non provare la sensazione “dovresti fare qualcosa di utile” (senza poi fare una cosa che non mi faccia anch’essa pensare lo stesso “dovresti fare qualcosa di veramente utile”). Cerco di leggere narrativa, fantascienza, che mi piace e che penso sempre di aver perso nei miei primi quasivent’anni di non-lettura.

Ora leggo “L’ultimo Teorema” (Arthur C.Clarke – Frederik Pohl, Urania) e per ora sembra carino. 

Un bel chissenefrega ce lo mettiamo?  Sarà mica una recensione questa? No, infatti, non lo è. E’ un blog di uno che sta cercando di non guardare nella pece nera, che talvolta schizofrenicamente ed istericamente ha un barlume di qualcosa da dire, che diceva anche prima, e che di tanto in tanto semplicemente … chiacchiera con meno dei lettori previsti da Manzoni per il Fermo e Lucia e che paiono frequentare testardamente il suo blog.

Comunque Clarke e Pohl di certo non vanno considerati dei pivellini. Ci sono gli alieni… ci sono i non-soliti-americani (per ora) … vedremo. 

 

Vox populi today #20120321 (mattina)

Non ho sentito la radio, non ho letto i giornali. La gente dice questo: che non c’è più l’articolo 18, che quelli che non pagavano l’ici perché non erano accatastati non solo non lo pagheranno mai perché tanto non hanno i soldi ma che “quindi li chiederanno sempre a quelli che lo pagavano già!”. Che dicono? Dicono anche che gli ammortizzatori sociali spariranno per il 2017. Che quelli che sono stati beccati dalla finanza per evasione comunque non pagheranno perché hanno evaso, mica rubato e quindi i soli non li hanno e quindi non daranno niente. Basta, non ho memorizzato altri fatti accertati in questa misura.

Dalle mie parti invece dicono che il padrone ha i soldi in Svizzera. Quando dico che non sono così ben informato come loro su questi fatti precisi tutti si affrettano a dire “ah no, beh, lo dico io eh, non è che lo sappia”. Ah. Ma … non ti viene in mente di chiudere quella fogna? Io i soldi che chiedo – e che non mi danno – li chiedo per il business. Non per me. Quelli del mio stipendio me li danno, per ora. Eppure quando devo fare una cosa per lavoro non me li danno “perché non ci sono soldi”. Direi che sparare cazzate sulla Svizzera non aiuta nessuno.