CGIL, per voi, ma non rivolgeteci la parola.

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sOla.

Cari amici della CGIL, due secondi fa sono andato a vedere il vostro sito. Ho guardato la home, letto alcuni messaggi e verificato in pochi istanti la contraddizione con la realtà: il silenzio assordante della mancanza della parola “CONTATTACI”. Una delle cose che senti di più quanto sei solo è la mancanza di dialogo. Quindi in realtà li lasciate proprio soli, altro che.

Dovreste fare lavorare qualcuno (ohibò) per parlare con la gente. Quando è la gente che  ve lo chiede, non quando volete voi. Un bel “contattaci”, una sezione chat (esistono mille servizi già pronti), qualcosa che dimostri che non siete l’espresione monodirezionale di una vecchia e mai aggiornata ideologia, ma di una buona idea che però si aggiorna tenendo conto di ciò che ha sbagliato in passato e soprattutto – proprio sopra ogni cosa – che con la tecnologia intende AUMENTARE l’ascolto e il dialogo con le persone che dichiara di voler servire.  Continue reading →

cassa integrazione #cig #cigs, mobilità, lavoro nero e perversione…

Lavoravi, guadagnavi 1100. Finisci in mobilità, guadagni 750. Vi risulta sia possibile guadagnare quei 350 in modo pulito, non con lavoro nero, senza che la vostra legittima azione per recuperare la differenza – quantomeno – e darvi da fare, non venga considerata male dall’inps che vi faccia finire su una strada? Esiste un massimo guadagnabile … ma non è nemmeno lontanamente paragonabile a fare MOBILITA’+GUADAGNO = VECCHIA PAGA. E se, puta caso, tu dovessi guadagnare di più, allora non so proprio.

Per me l’istituto della mobilità, in un posto che non vuole attaccare i dipendenti alle aziende come delle zecche e che non odia la propria popolazione e favorisce il lavoro, la professionalità e un paese sano attraverso formazione contuinua e protezioni sociali, dovrebbe permetterti di transitare dal “nulla, quindi ti dò la mobilità mentre tu fai del tuo meglio per darci sotto e ti fornisco tutta una serie di corsi che tu vuoi fare e che preparano a lavori che le aziende cercano” al “ok, ora con i guadagni di 3 lavori part time, vendite di roba che hai fatto con le tue mani, l’orto e sette consulenze per boh, ce la fai a guadagnare una paga umana: quindi stop” … questo dovrebbe fare. Avere cittadini, aziende e lo stato che, in armonia, sempre ricordando che al centro di tutto ci sono persone che devono stare bene, lavorino dando ognuno il proprio apporto.

E invece a me sembra che ci siano un sacco di cose che per la sopravvivenza dignitosa spingano la gente anche a lavorare in nero. Io adesso mi sto informando con l’inps e i sindacati ma l’ultima volta che sono andato ad un caaf per chiedere cosa dovevo chiedere al datore di lavoro di un secondo lavoro (quindi niente mobilità o altra roba, lavoro e basta!) in modo da essere in regola, mi hanno guardato malissimo, come se avessi detto “come facciamo a fregare la finanza?” o “come si stupra tua sorella senza andare in prigione?” … quando invece io ho chiesto proprio come facciamo ad essere tutti onesti e pagare le tasse cercando di sbarcare il lunario lavorando anche di più e in diversi posti pur di non arrivare a fine mese senza soldi nonostante un lavoro fisso?

Si vede che siamo troppo abituati solo al mondo “professionisti” e “padrone-dipendente” … come se fossero le uniche cose possibili. Anche se non volevamo, il mondo italiano del lavoro sta diventando molto più colorato… e io voglio capire se legalmente e onestamente si riesce a fare più lavori e non venire puniti per questo.

Sul discorso di Marchionne alla Bocconi

Bocconi, 30 marzo 2012 – Avete forse avuto modo di leggere l’intervento di Sergio Marchionne presso l’università Bocconi. Se non lo avete fatto, fatelo. Potete farlo presso queste fonti (CLICK) ed è importante perché si tratta di quel genere di discorso alla Jobs che molti poi prendono ad esempio come se fosse una verità da santone; meglio dunque conoscerlo. Il discorso è molto bello, non lo metto in dubbio. Ecco cosa scrissi a mio padre nonappena me lo sottopose, dopo aver smesso di risentire dell’effetto-commozione:

Sono belle e sono sicuramente condivisibili, ma come sempre si rivolgono solo ai cosiddetti “maschi-alfa-del-branco” e non al branco intero. Ti sferzano a “darti da fare”, ma le due categorie di persone come possono metterlo in pratica, nella realtà? Certamente non hanno le stesse possibilità e quindi non si può pretendere ed aspettarsi lo stesso comportamento da entrambe le parti.

Immagine raffigurante lavoratori, un po' inquietanteLe uniche parole che si riferivano alle persone comuni sono “…spronare la nostra rete produttiva italiana ad adeguarsi agli standard necessari a competere a livello internazionale e a produrre per…“. Un buon vecchio “taci e sgobba – e di più”.

Nel nostro caso nella sostanza, a mio avviso, significa perdere i diritti che Marchionne, nel discorso, ha identificato come provenienti dal ’68 e “non più adeguati”; ovvero dare la possibilità di trattare le persone come ingranaggi di una macchina, da accelerare, velocizzare, spegnere, accendere, staccarne alcuni pezzi e metterli da parte, riprenderli quando serve, ecc. Certamente, a parole, pensando ad ogni mossa “con responsabilità verso il paese”, certo… E’ anche probabile che tutta questa responsabilità, magari in termini di introiti e gettito fiscale, esista. Ma non siamo tutti ingegneri, tutti inventori, designer, attori, tutti in prima fila a scuola. Magari abbiamo figli che lo saranno, come magari lo furono i nostri genitori, ma noi no. E stiamo mantenendo noi quei figli e il loro benessere. E lo facciamo ora e domani. Continue reading →