Anni fa facevo un altro lavoro. In qualche modo per molta gente ero proprio un’altra persona. Contesto. Semplicemente ero ancora più riservato. Ad ogni modo non bevo alcolici, non ne ho mai bevuti (ok, diciamo che riesco a ricordarmi di quelle volte, tanto per dire quanto poco accada regolarmente) a parte le correzioni del caffé.
Ma per tutti sono letteralmente astemio, una cosa patologica in questa zona, un male da estirpare, non sei completamente uomo, non sei neanche una persona, che tu sia finocchio, negro, altre-categorie-odiate, ebreo, forestiero, musulmano, comunque non sarai mai merda come per il fatto che non bevi alcol.
Ma sono arrivato a questa età mandandoli tutti affanculo, ogni volta, anno dopo anno, evento dopo evento, bar dopo bar. E ricordando solo “ma tu un bicchierino di diarrea liquida (o vernice, o sborra, o della pozzanghera qui fuori o cocacola) non te lo faresti? ma perché? ma se non provi! ma prova no? ma su, ma solo un bicchiere!” eccetera via stronzeggiando. Perché non-mi-piace. A parte la questione dell’ubriachezza. Ma insomma se mi prendete per questo verso e tentate di farmi sentire inferiore la pigna in culo che vi ritroverete ha solo la forma della pigna, ma in realtà gli ho già tolto la sicura e mi sto allontanando. E’ tutta la vita che non bevo e non bestemmio in una terra di alcol e bestemmie. Ho iniziato a bestemmiare, a casa, da solo. Molto, ma non c’è mai nessuno a sentire. E’ quasi una litania, con quel ritmo di quel video di Benigni degli inizi.
Ma avevo una fiaschetta. Si, una fiaschetta di quelle degli ubriaconi (o dei cacciatori, immagino). Con dentro della Crema Whisky. E nel vecchio lavoro ci correggevo i 47 caffé della macchinetta che mi bevevo, anzi, dai, ne correggevo uno o due. Ma poooooooooooooooochissimo. E ovviamente quando uno se ne accorse iniziarno le prese per il culo “ahhhhh eccolo quello che non beve!!!!! Ha la fiaschetta!!!!!!” eccetera. Poi tutto andò affanculo. Poi iniziai a prendere psicofarmaci. Regalai la mia bottiglia ad un amico svuotandogli pure la fiaschetta.
Ma la quantità di correzione che faccio nel caffé è talmente esigua che i baristi in generale mi guardano malissimo e mi lasciano la bottiglia dicendo “fà tu”. Ora uso solamente la “grappa alla prugna” della CIEMME. Ne uso pochissimissismismsimsismsismismisssssima. E il mio barista preferito non la compra. Dopo un anno, tenendomi a grande distanza dal momento in cui devo prendere il mio medicinale, ho deciso di acquistare una bottiglia e portarla al barista. Lui ha sorriso, ha scritto il nome col penarello e la tiene sotto il bancone. Io bevo solo caffé. Adesso arrivoe tirano fuori “la mia bottiglia”. Io quasi mi vergogno. Invece credo che qualcuno – comunque fraintendendo – mi osserverebbe pensando “ahhh, questo si che è uno come si deve”. Uno che beve.
L’ho raccontato a mia sorella al pranzo di natale. Mi ha detto “ma quella è proprio la grappa dell’alcolizzato!!!!!! ahahahaha!”. Boh, io ne metto un cucchiaino raso. Prende appena di “mandorla”. E poco.
Quindi ZUCCHERO e CORREZIONE. Capito? 😉
Ma non sempre. Solo li.
