l’accordo: ricatto con simpatica molestia

Side I – the Deal

Quindi dopo aver avuto mal di pancia per metà notte, aver ceduto al non-alzarsi (mio danno: sono un professionista e la pago) per 2 ore, sempre con il mal di pancia, ho compreso dall’infinito che non c’era grigio fuori. Dal 2012 sono in grado di percepirlo anche in un cubo di cemento sigillato: so se fuori c’è il tempo di merda che quando ti alzi dici fuck, torno. Compreso che non c’era, vista la smilza che miagolava per avere qualcosa, ho sollevato il culo. Avevo cotto della zucca a vapore. Tanto con l’alito che sentivo di avere avuto fare colazione mordendo tartufi sarebbe stato come un colluttorio alle rose. Quindi zucca lessa a colazione, qualche cubetto. Verdura. A mezza mattina, senza aver bruciato e con zero intenzione di bruciare: dovrebbe andare. E la chiamo. E non risponde. E parte la segreteria, di nuovo, pure con la Iliad adesso. Secondo me non lo sa. Del resto chi è che a 20 anni telefona ? Esco e riassaporo una passeggiata con una giacca che credevo di aver impregnato di terrore, sudore terrorizzato. Ma l’ho fatta sistemare, rilavare: è nuova, profuma. E non è una giacca vera e propria… è un po’ da fricchettoni, un po’ patchwork sui toni dell’arancione. Ho mal di gola, quindi collare. Mini passeggiata lenta, lentissima. Respiro (qui si può) a pieni polmoni, piano, cammino piano, sento i raggi di sole. E mi ricordo in quale condizione economica e lavorativa sono. Non diversa da quando ero nel terrore totale. Stavo così. Ieri lei mi ha rimesso esattamente li, a 5 mesi fa. Quindi respira, respira, respira, piano. Vado al bar, riprovo a chiamare, mi faccio un caffé. Penso alle interazioni tra ingredienti e anche che col caffé non ce la farò mai e  chissenefrega. Lo bevo, fa moderatamente schifo. Ancora arietta, sole, cammino piano: mi sento vecchio. Ho bisogno di pace in quel momento. Richiamo, niente. Continue reading →

capire i gattini su internet

Tutti scherziamo sui gattini su internet, come fotografo poi, non vi dico. Ma non lo farò.

Per me le foto degli animali significano tanta solitudine e bisogno di affetto. Certo spesso sono buffi, ma li guardi principalmente come un genitore guarderebbe un figlio che si è sporcato di gelato: perché è adorabile, non perché è sporco.

Le gatte che ho ora non le ho con lo stesso spirito con cui avevo gatti in gioventù, nelle case passate da piccolo con i miei genitori. Queste gatte mi fanno compagnia, non sono solo una cosa carina da avere per casa. Ora, sicuramente non tutti sono come me, non tutti considerano che siano gli unici esseri a darti affetto incondizionato (e questo lo dico DOPO averle nutrite: sono ancora interessate!).

Però io ci vedo tanta difficoltà con il genere umano, con le relazioni. Mancanza, buchi dentro. Io ho bisogno di baciare ogni giorno, e se poi si fa sesso meglio, ma è di baciare che ho bisogno, abbracciarti e baciarti. Possibile che sia l’unico e solo con questo bisogno di affetto fisicamente manifestato? Non credo.  Continue reading →