sul mobbing

Segnalo questo articolo, da leggere tutto, sul maltrattamento nei posti di lavoro, con un neologismo detto “mobbing”.

Si tratta di una pratica nefasta di cui siamo succubi e che la crisi acuisce in modo meschino: laddove i ricchi si appropriano delle merci che possono permettersi di comprare a prezzi irrisori da chi ormai è povero, i datori di lavoro in tempo di crisi sfruttano ancora di più di quanto non facessero prima la scusa “c’è gente che farebbe la fila, devi solo ringraziare” per fare tutto il porco comodo che desiderano: mancare di rispetto è solo la partenza. Il resto è maleducazione, pretese assurde, lavoro gratis (sfruttamento : se è gratis non è lavoro) , angherie di ogni tipo, violenza psicologica, imposizione di comportamenti personali, abolizione di ogni contegno verso il dipendente, arroganza, pretese di sudditanza e servilismo, minacce, comportamenti intimidatori, da bulli.

Mia sorella in questo momento non sa cosa fare e dice “ma questo lavoro mi serve” … ma non vedi che se fanno così non ti vogliono? Le mancano solo 15 giorni… le ho già detto di considerare il lavoro finito, se fanno così. Ma tant’è: il mobbing ha un effetto sulla psiche, sul nostro morale, sul nostro carattere. Ci indebolisce, si basa sul nostro bisogno di sopravvivere in un mondo dove la risorsa ce l’ha in mano un grumetto di stronzi.

E il punto che ho sentito fare da qualcuno è: si è riusciti a fare qualcosa per lo stalking ma per il mobbing no.

Questa considerazione è quella da cui vorrei partire per ragionarci su.

Lavoro usa e getta, data di scadenza sul lato della confezione

La mia opinione è che le agenzie interinali vendano o noleggino persone come merce. “Somministrano lavoro”, dicono, giusto? L’impresa ha rapporto con loro, non con la persona, non con te… c’è un problema? Sei brutto? Lo dicono alla mamma. Non a te. E tu ovviamente vieni chiamato un limitato numero di volte, finché fa comodo all’accoppiata fornitore-cliente e poi basta, altrimenti si rischia di doverti assumere: che non sia mai! Mercato, naturalmente, non società, persone, cittadini di un territorio, solidità, sicurezza, futuro. Nulla di tutto ciò.

Non ci nascondiamo che anche tirocinio, apprendistato, formazione, stage vengono tutti usati allo stesso modo: pagare meno o nulla, non seriamente per ciò che si dice, ma solo finché questa etichetta che significa solo “mi costa meno” resta tale: appena diventa “devo pagare il giusto questa persona” allora non serve più, si chiude, si passa ad un altro nella stessa condizione: si lavora eternamente con apprendisti, stagisti, tirocinanti e sempre li si forma – che gentili eh? – sembrerebbe… Ma entrate in tante aziende, piccole, grandi, piccolissime o corporation… quanti davvero stanno insegnando qualcosa a qualcuno?

Certe multinazioanali hanno dichiarato apertamente che non intendono assumere personale a cui insegnare qualcosa. E contemporaneamente hanno aperto delle scuole di formazione. Ovviamente non è garantito nulla… ma si beccano i soldi per farti la loro formazione, poi forse ti assumono, ma comunque devi aver fatto la loro scuola di formazione. Ganzo, no?

Non è un pianeta per umani.