foto che rendono felici

Ho occasioni, di tanto in tanto, di fare foto che rendono felici le persone. Mi è capitato con ritratti di disabili. Mi è capitato aggiungendo due cazzate in un servizio mio, facendo avvicinare un moroso, un parente, qualcuno.

E mi è successo con una cena di ex compagni di scuola, visti dopo più di vent’anni, come se ci fossimo lasciati una settimana fa. Compresa quella che è stata la mia prima “ex”, che ha dato inizio ai “sette anni di dolore”. Era splendida, lievissimamente invecchiata, ai miei occhi, ma proprio poco. Felice finalmente, mi diceva, dopo anni di casino, sposata da pochissimo.

Ma ho colto l’occasione per fare un ritratto a tutti. A lei però vorrei rifarlo: io so cosa possono fare quegli occhi: o si porta il marito oppure devo farglielo ricordare e veder quella luce che io so che può avere. Anche la scorsa settimana ho visto quelle mezze lune prendere forma, colore, brillantezza. E per fortuna non mi fa soffrire, ma gioire. Era così bella quando era così felice per suo marito.

E alla fine quando glieli ho passati erano tutti felici, alcuni commossi, alcuni mi hann detto di aver “rimesso assieme pezzi del puzzle dell’adolscenza che non avevano capito di aver vissuto”.

Quando capita così è davvero bello.

Ed è brutto dover guadagnare per vivere 😀 Queste erano gratis!!!!! 😀

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Sul discorso di Marchionne alla Bocconi

Bocconi, 30 marzo 2012 – Avete forse avuto modo di leggere l’intervento di Sergio Marchionne presso l’università Bocconi. Se non lo avete fatto, fatelo. Potete farlo presso queste fonti (CLICK) ed è importante perché si tratta di quel genere di discorso alla Jobs che molti poi prendono ad esempio come se fosse una verità da santone; meglio dunque conoscerlo. Il discorso è molto bello, non lo metto in dubbio. Ecco cosa scrissi a mio padre nonappena me lo sottopose, dopo aver smesso di risentire dell’effetto-commozione:

Sono belle e sono sicuramente condivisibili, ma come sempre si rivolgono solo ai cosiddetti “maschi-alfa-del-branco” e non al branco intero. Ti sferzano a “darti da fare”, ma le due categorie di persone come possono metterlo in pratica, nella realtà? Certamente non hanno le stesse possibilità e quindi non si può pretendere ed aspettarsi lo stesso comportamento da entrambe le parti.

Immagine raffigurante lavoratori, un po' inquietanteLe uniche parole che si riferivano alle persone comuni sono “…spronare la nostra rete produttiva italiana ad adeguarsi agli standard necessari a competere a livello internazionale e a produrre per…“. Un buon vecchio “taci e sgobba – e di più”.

Nel nostro caso nella sostanza, a mio avviso, significa perdere i diritti che Marchionne, nel discorso, ha identificato come provenienti dal ’68 e “non più adeguati”; ovvero dare la possibilità di trattare le persone come ingranaggi di una macchina, da accelerare, velocizzare, spegnere, accendere, staccarne alcuni pezzi e metterli da parte, riprenderli quando serve, ecc. Certamente, a parole, pensando ad ogni mossa “con responsabilità verso il paese”, certo… E’ anche probabile che tutta questa responsabilità, magari in termini di introiti e gettito fiscale, esista. Ma non siamo tutti ingegneri, tutti inventori, designer, attori, tutti in prima fila a scuola. Magari abbiamo figli che lo saranno, come magari lo furono i nostri genitori, ma noi no. E stiamo mantenendo noi quei figli e il loro benessere. E lo facciamo ora e domani. Continue reading →