Un coglione come me mi contatta in relazione alla gestione di un thread in un gruppo che parla di Ai, nonché in relazione alla libertà di espressione. Gli chiarisco delle cose, siamo d’accordo. Poi lui pensa che quindi siamo d’accordo su tutto ad esempio sulla metafora della rana bollita E sulla Finestra di Overton , che sarebbero due cose in cui – secondo lui – noi stiamo letteralmente vivendo.
Della Finestra di Overton non sapevo (ve la consiglio, leggete), quindi ringrazio e prendo nota ma non mi esprimo. Ma della rana bollita so: pur essendo una metafora potente, non è una verità. Quindi si parte da un paragone viziato in partenza. Se poi andiamo a vederla sia nel reale che nel paragonato, già dal generale al particolare eccomi qui: io soffro il caldo, se mi aumenti di un cazzesimo la temperatura, anche se tutti dicono “eh?” io lo sento e col cazzo che ci sto. Mi lamento, rompo i coglioni, misuro ogni 2 secondi, sto male, non accetto la situazione, la subisco ma voglio cambiarla costantemente, ci penso, ne parlo e se posso vado dove fa fresco. Questo, nella mia persona, può essere un problema tanto quanto una risorsa, ma sta di fatto che non sono la rana che sta lì a farsi bollire, io SENTO che aumenta, lo sento anche quando per altri è impercettibile. E non sono certo un alieno speciale. Passando da fattuale a metaforico, così come non è vero che sono tutti ciechi. Ci sono giornalisti, esperti, molte persone che sono pronte a darci strumenti. Dedichiamo attenzione e tempo a questo? Beh siamo otto miliardi, ci saranno differenze di distribuzione.
Quello che intendevo subito ribadire è che è un falso che viviamo in un mondo di ciechi al cambiamento e che siamo come la rana. In primis perché la rana del racconto non è come la rana vera. E così facciamo un paragone con un fenomeno inesistente. Direi che a parte l’utilità di metterci a ragionare, che è uno spunto, poi dobbiamo andare oltre e in primis riconoscere che lo spunto aveva solo quel valore ma che è falso. Cioè è un termine di paragone che già è sbagliato di partenza. Se poi pensi di paragonarlo a qualcosa per dimostrare, beh ti sbagli.
Siccome per riassumere tutto ciò ho usato chatGPT allora “invece di interrogare chatGPT pensavo avessi capito che <citazione di chatgpt>” facendo un cherrypicking della spiegazione stessa in cui si, si parlava del vallore della metafora, ma per l’80% del resto si dice quanto sia FALSO tutto, senza fondamento scientifico. Non si può ignorare.
L’uso di chatGPT non “dimostra che non hai capito”, ma se tu citi quello che ti ho appena fornito in forma sintetizzata bene – meglio della mia capacità di sintesi – e che ho deciso di incollare perché approvo e condivido quanto contiene, fondato su dati che conosco e condivido… dove sta la dimostrazione che io non ho capito e che invece tu non hai capito, visto che prendi una piccola parte del tutto e non il tutto nel suo complesso? Se hai capito, avrai anche capito quanto valga la metafora: non è una dimostrazione, ma uno spunto, uno strumento utile per discutere e fare ulteriori analisi, ma fattuali.
Mi rode il culo?
Mi importa che lui abbia capito? Mi importa di dimostrare che ho ragione con lui?
Lo sto scrivendo qui. Potreste non leggerlo mai. A me aiuta a mettere giù i pensieri. E a cercare di esercitarmi. Perché di base io sono esattamente come lui: prono al complottismo e ad un certo modo di pensare. Per questo mi devo sempre fermare e dire “ho appena pensato che Trump si sia fatto sparare da solo per ottenere una visione violenta degli oppositori – esattamente come feci con l’11 settembre che consideravo una ferita auto-inflitta per giustificare la reazione spropositata… era una cagata quella volta, che ne dici cara mente se questa volta ci pensiamo su subito, che sia una cagata?”.
E penso possa valere anche mentre si è in relazione comunicativa con altri.
Le analisi metacomunicative non sono solo quelle in cui si analizza la cosa sul piano psicologico. Ma se proprio volessimo farlo, entrambi eravamo in modalità non-collaborativa? Può darsi. Nel momento in cui non condividiamo una parte che serve a produrre il resto del ragionamento, la collaborazione può interrompersi se invece di continuare alla modalità collaborativa passi a quella di dominazione/sfida/gerarchia.