grazie balasz

Condivido pressoché ogni parola (99%) del suo pensiero in questo discorso. E lo ringrazio per l’implicito consiglio di lettura: non conoscevo e credo sia davvero nelle mie corde.

Ho pensato, e mi viene in mente ancora, che Grillo aveva fatto lo stesso percorso: temo cioè che lo stesso Balasso possa arrivare a mirare alla politica o ad usare il suo carisma per qualcosa di diverso. Ma a occhio Balasso è più come Giorgio Gaber. Dovrebbe farcela a sopravvivere “puro”.

Ora però dimenticherò tutta questa merda, perché ho altro per la testa.

E un caffé amaro da prendere: ora esco e lo prendo.

Dall’originale by Natalino Balasso (reperito su FB), pubblicato col suo permesso:

Si parla aiù riprese dell’importanza della democrazia interna ai partiti. Leggete questo passaggio:
“La P.A. e i politici non hanno in sé le conoscenze per governare una società complessa ed avanzata. Occorre un metodo di governo che utilizzi i saperi diffusi nella società.
Se funzionari esperti della P.A. scandagliassero le soluzioni proposte da università, think-thank, Ong, per proporre opzioni di alto livello ai governanti? I politici continuerebbero a malgovernare (a fare i propri interessi), a meno di una forte spinta politica dei cittadini.”
Si tratta dell’esposizione di una delle idee-forza che PierGiorgio Gawroski ha estrapolato dagli scritti di Fabrizio Barca, uno che crede inguaribilmente in un capitalismo “sano”.
Laborit ha spiegato perché possa esistere un capitalismo migliore ma mai un capitalismo sano, proprio partendo da presupposti molto simili a quelli da cui parte Barca, ma con un’analisi scientifica in campo biologico.
Eccovi un passaggio di Laborit:  Continue reading →