traccia N, artista sconosciuto

All’inizio ci fu “la 1, la 2, fammi sentire la 12 di quello con la copertina con la faccia”. Prima, con vinili e cassette era normale sapere il titolo e l’autore. L’opera era di qualcuno. Il brano era identificato dal proprio nome. Per andare avanti con una cassetta, salvo rare (nella casa della gente) tecnologie, andavi avanti veloce, fermavi, ascoltavi, andavi avanti, superavi il punto, poi andavi indietro. Lo stesso avresti fatto coi videotape, le videocassette. Potevi andare avanti “molto veloce” e poi vedere dove cavolo eri arrivato… oppure vedere questa roba velocizzata senza sentire niente e con tante bande che si muovevano. Era assolutamente normale per chi aveva un registratore a nastro, che fossero cassette audio oppure video.

Col CD, il compact disc, per andare avanti premevi ed eri alla traccia successiva. Questo semplice gesto ti faceva saltare da un pezzo all’inizio di un altro. Quando abbiamo iniziato a skippare? Anni ’90 del 1900. Certo il CD è arrivato prima… ma chi ce l’aveva? Early adopters, come il mio amico che si era smazzato lavorando e che si è comprato il CD portatile della sony, quello quadrato, credo possiate vederlo su wikipedia (si, qui : https://en.wikipedia.org/wiki/Discman#Release ). Ma insomma, pian piano tutti hanno imparato il semplice gesto “avanti, avanti, skip, prossima, prossima”; lo potete vedere molto bene raffigurato in una scena del film “Il tagliaerbe” dal racconto di Stephen King in cui il protagonista sta diventando “affamato” di conoscenza.

Da lì siamo andati verso gli mp3. WinAMP è stato il player musicale, per anni, di milioni di persone, su pc. E la pirateria malfatta ha introdotto le migliaia di  “traccia 1, traccia 2” e “artista sconosciuto”, per mancanza di metadati ben fatti.

Con lo streaming se va bene ti fai le playlist, salvi qualcosa, metti un like, sai cosa stai ascoltando se guardi il titolo MENTRE lo stai ascoltando. E la sovraproduzione spesso ti fa ascoltare o qualcosa che è diventato di moda, oppure “a caso”. Come la gente che prima “ah io ascolto la radio” , come se avesse indicato un genere musicale. Si, al massimo se ascoltava DJ o Radio Montecarlo più o meno avevi una gamma di possibilità, poi più specifiche tra Virgin e RadioFreccia. Poco altro, almeno in Italia. Ma chi-fa-cosa … è davvero difficile che tu lo sappia. L’immagine della copertina forse funziona ancora: cerchi un colorino sul tuo display… premi col ditino, senti il suono.

E … sali sull’albero con la tua banana?

il copyright, l’autore e il macaco

La faccenda del selfie del macaco ci deve insegnare una cosa o perlomeno l’ha insegnata a me già diversi anni fa: il pulsante di scatto si disabilita se non l’hai in mano tu e si abilita un controllo remoto. Io decido quando scattare e quindi anche se hai puntato TU la camera, se io non scatto, non decidi TU quando il punto sia quello che voglio io. Ragazzi, dopo aver visto il lavoro di Thorgerson io non posso sentirla certa roba. Ma tant’è. Dura lex sed lex? Fatta la legge trovato l’inganno? Ok, molto bene. Regoliamoci di conseguenza.

Citazione nome fotografo obbligatoria

Questo post era in bozza dal 16/4/2012

Il diritto morale è inalienabile. Lo sapete? Dovreste sapere cos’è il diritto morale, in quali stati è rispettato e come. E dovrebbe fregarvene qualcosa. Tutte cose che non dare per scontate. L’altra sera (2018) sono andato ad una cena dove si parlava allegramente di quanto tutti piratassero tutto. CB01 rulez forever! Yeee!

Quindi direi che la percezione generale del diritto d’autore non sia proprio consapevolezza totale. Perlomeno di sapere che stai rubando. Lo faccio anche io, ma lo so, non lo do per scontato, non penso che mi sia dovuto, che le creazioni della mente di qualcuno e del lavoro di altri fluiscano per loro volontà e nessun compenso dentro di me.

Ad ogni modo il codice civile stabilisce chiaramente che le fotografie devono essere accompagnate dal nome dell’autore originale (quindi non di colui che detiene i diritti di altro tipo, bensì il diritto morale che, come detto, è inalienabile). Ma è davvero obbligatorio? Certo. Ma direi anche anche di no, purtroppo… ogni trucchetto si gioca sulla non veloce giudicabilità della creatività, come potete leggere voi stessi qui.

Uno schifo.

Abbozzato originariamente nel 2012.