in and out models

ritratto

ritratto di una tizia

Ieri una delle ragazze più belle con le quali ho potuto fare i primi scatti di prova mesi fa mi ha detto che è stata una bella esperienza ma che non tornerà più. A suo tempo mi sembrava che fosse semplicemente “sotto” al suo ragazzo. Forse è così, forse no. Mi dispiace sempre, lo sento come un fallimento personale (non professionale) perché per il rapporto di fiducia è la seconda volta quella che conta.

Le persone che sono state veramente bene tornano sempre la seconda volta. Letteralmente non vedono l’ora di tornare. E quindi chi non lo fa mi fa sempre dubitare su cosa sia successo. Ma ormai lo faccio da tempo: semplicemente qualcuno si accorge che non gli frega così tanto impiegare il suo tempo in questa cosa: non c’entro io.

Accade sempre più spesso (anche se non con la frequenza che i maschi potrebbero fantasticare leggendolo) che ci siano ragazze minorenni che attendono di essere maggiorenni, ed altre poco più che maggiorenni che vogliono posare nude: vedono il mio lavoro di questo tipo e scartano ogni altra cosa. Vojo dì … io di lavoro faccio altro, non faccio quello: quello è bello, ma stop. Il resto è qualitativamente buono: ci vivo. Ma rimango lusingato, colpito da questa scelta: mi dicono proprio “no no, quelle pubblicitarie non mi interessano … ma queste si!”. Pensi che si dimenticheranno. A volte è vero, altre volte mi mandano i richiamini tipo “oh ti ricordi sempre? Manca qualche mese ma arrivo!”

Ricordo che queste persone arrivano e posano per me. Gratis.

Questo rende tutto “hardwired to self-confidence” (che potrebbe essere un ottimo titolo per una canzone!).

Resta solo d’essere degni di questa fiducia.