Nel social media marketing una cosa che trovo davvero stupida è “farsi fare le recensioni positive”. Si vede ragazzi. Si vede subito. E’ tremendamente provinciale e difficilissimo da sradicare dalla testa dell’esercente o dell’imprenditore. L’idea è che ti faccia una recensione solo chi la fa positiva. Solo 5 stelle. Eh certo, sarebbe bello. Ma le recensioni non hanno questo senso. Se sono libere allora la loro positività ha un senso per chi le legge, altrimenti dici “ok, sono marchette”. In simpatia, per carità, in amicizia.
Ma le recensioni vere te le fanno gli sconosciuti. Se io passo e non ti conosco e mi stai simpatico dopo, come minimo sei risultato simpatico. Non siamo amici. Ma sei simpatico. E bene allora. Hai fatto bene. Se non ti conosco ma il negozio è pulito: bene. Se hai un bon prodotto: bene. Ma se non è buono e lo dico, cosa devi fare? MIGLIORARE IL FOTTUTO PRODOTTO!!!!!! Perché non sei un artista. Sei uno che vende roba, commercio. L’opinione del cliente te la sta regalando, invece di tenertela nascosta. E’ un regalo!!!!!! Un casino di gente deve spendere soldi per sapere cosa pensa la clientela e dove migliorare. Ovvio, non devi demoralizzarti per ogni coglione che passa. Ma se TUTTI ti dicono che hai i cessi sporchi, cazzo, li pulirai, no? E dopo nessuno lo dirà. Se sono freddi? E lo dicono TUTTI? Ok, ti da fastidio perché tu hai problemi a riscaldarli. Ma nascondere la critica non fa sparire il problema. Non si tratta di opinioni varie. La gente ha freddo. Punto. Le recensioni “grandeeee! sei miticoooo” fanno cagare. Non servono a nessuno. Sono pacche sulle spalle fra amici. La base del clientelismo e della morte della meritocrazia. Se sei bravo sei bravo. Non sei bravo perché sei mio amico. Io lo so che questa cosa sta sul cazzo. Ma quando sconosciuti totali lodano la tua attività, allora stai facendo bene. Questo è l’obiettivo.
Altrimenti sei come quello che si fa comprare il CD dai parenti, fare i complimenti dalla mamma e inviti alle mostre i tuoi amici.
Cosa che si fa eh. Ma sarebbe meglio, alla lunga, mirare a qualcosa di meglio.