Benestock, lo stock benestante detta il politically-correct occidentale

La sensibilità di un mercato di ricchi ha influenza su ciò che viene prodotto, da Naomi Klein ad oggi almeno un soffio di consapevolezza è stato portato all’attenzione di chiunque. Molto probabilmente vogliamo toglierci da sotto il naso la puzza della merda che serve per produrre la roba che vogliamo, più che smettere di produrre la merda assieme alla cioccolata. Muore gente? La gente sta di merda per fare quello che vogliamo nel modo in cui lo vogliamo? Lontano dagli occhi. Ok. Ma quando la merda si ritorce contro di noi è interessante osservare il fenomeno. Come produttore di immagini ad un certo punto i dati di vendita, che certamente non sono tantissimi rispetto a quelli che ha l’agenzia nei confronti del fotografo, sono in ogni caso parecchi e sufficienti per fare certi ragionamenti. Ti chiedi “come mai non vendo qui?” guardando sulla mappa geografica. Una parte delle domande è commercialmente sensata: perché in Russia vendo meno? Perché in Finlandia/Scandinavia/Danimarca vendo meno? Queste domande possono avere un senso, se confrontate con centro Europa, Usa/UK/Australia. Certamente anche la Cina mi interessa, ma fino ad un certo punto e la risposta che mi do forse dovrebbe risolvere anche quella con la Russia: non credo ci sia modo di far rispettare e controllare gli interessi del CopyRight. Non ha molto senso in un paese capitalista dittatoriale, ma forse si: il diritto è solo quello dell’impero, gli altri devono battersela con la forza, che in Cina di certo non è alla portata del diritto e quindi del singolo.

Ma il resto? Googlo “mappa della ricchezza nel mondo” e ovviamente la risposta è: il mio mercato è quello dei paesi ricchi, che se la passano proprio bene.

Quindi la loro sensibilità si rivolge a sé stessi: la bellezza delle persone, la diversità e l’inclusività, tutte le istanze più libertarie arrivano perché la massa ha potere d’acquisto tale da dire “se non mi tratti come si deve non avrai i miei soldi”. Posso considerarlo totalmente un disvalore? In fondo è una faccia dell’economia di mercato che democratizza: quando entro nella maggioranza posso farmi sentire. Certo è una democrazia a pagamento, non ci sono dubbi. Il mondo che mi viene chiesto di rappresentare, sempre in versione ripulita, è comunque il riflesso di una sensibilità che non necessariamente rappresenta il vero, ma rappresenta qualcosa che questa gente vuole per sé stessa, il mondo che desidera rappresentato al meglio per sé, che li attira, che li fa sentire meglio.

Non vedrò certamente la vita quotidiana degli stati del continente africano: non ci sono acquirenti interessati in Africa, a vedere rappresentati sé stessi al meglio: non possono proprio permettersi di fare promozione di qualcosa del proprio mondo indirizzata al proprio mondo. Quello che rappresenteremo, quindi, sarà sempre la visione di chi ha i soldi: il lato turistico, folkloristico, colorato e fico. Non che non lo sia, ma di certo non saremo interessati a vedere una classe di scuola vera o idealizzata ma esistente almeno in un caso, che so… in un paese *stan. La sensibilità di chi ha i soldi per comprare richiede la rappresentazione di un mondo visto con quegli occhi. E ora va di moda il più politicamente corretto possibile. Qualche ciccia di più, qualche difetto (ma figo) qua e la, un po’ meno conformità tra le morfologie … una mescolanza multietnica che figurati se esiste davvero in quei termini, generi reali o percepiti che si incrociano in tutti i modi sposandosi, anche se la gente non si sposa o divorzia più di quel che si sposa. Ma che nelle menti dei benestanti acquirenti esiste, è un po’ più a portata di ieri ed è nei loro desideri. E quindi noi vi diamo la merda che volete mangiare.

feisbuc e soldi che forse non sapevate

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Forse lo sapevate (potete andare: adieu!) , forse lo intuivate, forse non ne sapevate niente e vi chiedevate: “ma come fa a vivere un sito come Facebook, che è gratis, con milioni di milioni di utenti che fanno milioni di milioni di cose contemporaneamente ogni secondo da diversi annetti?”. Ovviamente ormai abbiamo imparato che tutto si regge sulla pubblicità: ogni cosa è pubblicità, gli introiti vengono da li e chi ha provato un po’ di queste cose talvolta sa anche che la pubblicità su internet tende ad essere un po’ più controllata: la gente desidera vedere immediatamente un ritorno del proprio investimento: questa campagna quanti potenziali clienti interesserà? Di che target si tratta? Posso renderlo più specifico? Che obiettivo posso raggiungere?  Continue reading →

quando le pubblicità partono da sole e fanno RUMORE io me-ne-vado subito: FATELO ANCHE VOI

Cari pubblicitari , webmarkettari, advertizingari, dovete capire una cosa: voi non sapete dove noi staremo guardando qualcosa che appare su internet. Non potete prevederlo. Quindi dovete cercare di pensarci: “e se questa cosa uscisse improvvisamente mentre l’utente finale è …?” Se mi fate una pubblicità che si apre a tutta pagina SOPRA quello che sto facendo, semplicemente segnerò sull’agendina “NON COMPRARE MAI” il prodotto che avreste voluto rendere memorabile: lo sarà, non vi preoccupate.

Ma questo non è il massimo problema.

Quando i VIDEO partono da soli in una pagina, fanno rumore, parte la musichetta, fanno CASINO, io chiudo immediatamente la pagina. Magari è notte a casa mia, magari sono al lavoro e non dovrei guardare in quel momento, mi mette in difficoltà, mi causa imbarazzo, magari è la mia ragazza, tua zia, sua moglie, con un iPaid in treno od in autobus e non vogliono in alcun modo essere notate se non l’hanno deciso loro: non ha importanza se la pubblicità non è quella piacevolissima e gradevole del forex, non mi interessa se è quella moralmente irreprensibile e sicura al lavoro dei siti di dating oppure quella di un’auto, di un gioiello o una merendina. Sono, in ogni caso, cazzi miei, e non mi interessa una sega se posso abbassare il volume PRIMA (magari ho necessità di sentire il PLIN PLIN dei sistemi di messaggistica interna al lavoro, oppure della mail? Oppure altri suoni utili di altre applicazioni? Può essere, ma in ogni caso sono beneamati cazzacci nostri) , alla lunga ovviamente si ricorre a plugin di blocco della pubblicità come adblock plus, oppure si usa tout court browser come Opera che permettono un blocco della pubblicità pignolo, puntuale, splendido. Continue reading →