i ribelli del sabato sera

abbbombaaaaaaaa

K ha 24 anni. L’ho vista crescere dai 20 ad oggi. Era una di quelle che festafestafesta, scopare, drogarsi, bere, festa, ballare, uhuuuuuuuu! L’ho vista distruggere uno come me, e capirlo oggi. Qualche anno fa si è messa con il suo attuale amoredellasuavita.

Le ho visto anche cambiare diversi mestieri daquimenedevoandare. Mi ha fatto da modella, nuda.

Il suo tipo l’ha menata, una volta. E altre volte. E lei lo ama, ci sta assieme. Poi è triste. Poi ora fa la venditrice. Viaggia tutto il giorno e portaccasailrisultato. Le insegno come non farsi fregare troppo e come non svendere troppo ciò che fa. Ma sta per entrare nel tunnel tra i 20 e i 30 dove scompari dal pianeta: il tunnel tra il lavoro e il televisore, sul divano.

Lei è la mogliettina perfetta, quello che le femministe vere dicevano che “noi uomini” volevamo: una puttana e una serva, dicevano. Se vuole che cucini nuda, io cucino nuda, mi dice. Se vuole che io mi vesta sexy mi vesto sexy, che cazzo me ne frega. Se vuole che glielo succhi e glielo ingoi fino alle palle io lo faccio, lo so fare e lo faccio molto bene cazzo. Se vuole che cucini quella cosa io gliela cucino. Lei mantiene sé stessa e lui, che fa il musicista (DJ, serate) il finesettimana. Lo mantiene con un lavoro che non le piace. Sta fuori 10 ore al giorno. Vuole solo che lui lavi i piatti e porti su la legna (3o piano). Per il resto lui può stare a casa, fare musica ed aspettare che arrivi la sua donna. Sua è, proprio. Da un lato invidio l’amore cieco e malato che vuole quell’uomo a tutti i costi, anche se lui la maltratta ed anche se lei spesso vuole sbatterlo via e mi dice che è triste. Che hanno litigato per una puttanata.  Continue reading →

Sul discorso di Marchionne alla Bocconi

Bocconi, 30 marzo 2012 – Avete forse avuto modo di leggere l’intervento di Sergio Marchionne presso l’università Bocconi. Se non lo avete fatto, fatelo. Potete farlo presso queste fonti (CLICK) ed è importante perché si tratta di quel genere di discorso alla Jobs che molti poi prendono ad esempio come se fosse una verità da santone; meglio dunque conoscerlo. Il discorso è molto bello, non lo metto in dubbio. Ecco cosa scrissi a mio padre nonappena me lo sottopose, dopo aver smesso di risentire dell’effetto-commozione:

Sono belle e sono sicuramente condivisibili, ma come sempre si rivolgono solo ai cosiddetti “maschi-alfa-del-branco” e non al branco intero. Ti sferzano a “darti da fare”, ma le due categorie di persone come possono metterlo in pratica, nella realtà? Certamente non hanno le stesse possibilità e quindi non si può pretendere ed aspettarsi lo stesso comportamento da entrambe le parti.

Immagine raffigurante lavoratori, un po' inquietanteLe uniche parole che si riferivano alle persone comuni sono “…spronare la nostra rete produttiva italiana ad adeguarsi agli standard necessari a competere a livello internazionale e a produrre per…“. Un buon vecchio “taci e sgobba – e di più”.

Nel nostro caso nella sostanza, a mio avviso, significa perdere i diritti che Marchionne, nel discorso, ha identificato come provenienti dal ’68 e “non più adeguati”; ovvero dare la possibilità di trattare le persone come ingranaggi di una macchina, da accelerare, velocizzare, spegnere, accendere, staccarne alcuni pezzi e metterli da parte, riprenderli quando serve, ecc. Certamente, a parole, pensando ad ogni mossa “con responsabilità verso il paese”, certo… E’ anche probabile che tutta questa responsabilità, magari in termini di introiti e gettito fiscale, esista. Ma non siamo tutti ingegneri, tutti inventori, designer, attori, tutti in prima fila a scuola. Magari abbiamo figli che lo saranno, come magari lo furono i nostri genitori, ma noi no. E stiamo mantenendo noi quei figli e il loro benessere. E lo facciamo ora e domani. Continue reading →