le #uniformi uniformano… ma non è sempre un male

Ai miei tempi! Eeeeeeh ai miei tempi!

immagine raffigurante Enzo Braschi nei panni del suo personaggio "il paninaro"Quando sento “ai miei tempi” io di solito immagino tutto in bianco e nero … immagini anni ’50 … poche automobili, tanto andare a piedi, bicicletta come lusso… zero diritti per tutti, pochi per le donne e comunque non nel sentire comune.

I miei di tempi invece sono pressoché gli anni ’80 e ’90. Amo di più i ’90 per motivi estetici e sonori. Ma la mia infanzia piena si è svolta negli anni ’80. Per me vedere voialtri pirletti che vi comprate le AllStar a fior di quattrini è una colossale stronzata… le AllStar erano le nostre scarpe “da tennis” da poco… non erano considerate certamente uno status symbol. Mi pare che le superga costassero di più. Le Clarks o le Canguro erano pressoché la stessa cosa. Sono stato fan di Madonna mentre ascendeva tanto quanto degli U2 e sentito i Guns nascere (come sfigati, per i fan degli Iron Maiden) , seguirli e poterli vedere in concerto, tanto quanto visti sparire. Il sound plastorobotico che si stanno riciclando un po’ tutti da un po’ … e recentemente in modo spudorato, io lo vivevo quando andavo a comprarmi le patatine con la sorpresina. Me ne fottevo, ovviamente. Sono passati alcuni anni e c’ero dentro con tutti i piedi: Bon Jovi diventava famoso, Non è la rai di Boncompagni, bla bla. Questi erano gli ’80. I 90 erano più interessanti, per me. Continue reading →

Crisi e schiavismo: effetto carota

bastone e carota

Motivazione e deterrente

Uno degli effetti della crisi, sul lavoro (e della disoccupazione, recessione, depressione ) – è che il sogno del capitalista viene messo in pratica alla lettera: la motivazione del dipendente torna quella che il padrone preferisce: la mera sopravvivenza, in stile Scrooge, per capirci. Per i prossimi 3 anni ogni giorno della vita di chi ha ancora un lavoro sarà semplicemente spronata dal terrore.

Chiamare terroristi degli assassini mi sembra quasi fuori posto: sono assassini, uccisori. I terroristi invece provocano il terrore, costante, ti tengono sulla corda sempre, sempre teso, sempre spaventato, ti fanno vivere nella paura.

Una ditta che fino a 6 mesi fa impiegava 10 persone oggi fa impazzire 4 persone che riescono a fare la stessa quantità di lavoro. Gran sorriso e problema risolto, per qualcuno, no? Forse queste persone non lavorano in miniere di carbone o sale, ma lavorano duramente, per una paga misera e probabilmente non vedono più la famiglia… una famiglia che hanno avuto l’ardire di mettere in piedi in tempi in cui farla nascere significava anche poi vederla, godersela, fare qualcosa, fare progetti.

Se vivi al lavoro e guadagni solo per sopravvivere che progetti fai? Uno su mille ce la fa, eccetera eccetera, si torna alla legge della jungla e al fatto che chi nasce ricco questa cosa non la vedrà.

Ora voglio fare del complottismo, facciamo? Dai: nella stanza dei bottoni, qualcuno, molto in alto, da tempo progetta un ritorno reazionario (vedi progetto dettagliato della P2 di decenni fa) … e ora con le armi dell’economia vuole “rendere competitiva l’Italia” riportando gli italiani ad accettare lo schiavismo lavorativo in stile Cindia, come agli inizi del ‘900, con il caporalato, la precarietà, la miseria per strada, negli ospedali, nella vecchiaia e una disparità così marcata da apparire grottesca oggi… ma che genitori più attempati e nonni ricordano perfettamente.

Marco Baliani portò il Pinocchio Nero in Africa e dall’Africa … vivendo negli slum e ricordando che la povertà com’era li,lui, da piccolo, l’ha già vissuta… andar scalzi per la strada, fango, stracci, poco cibo: tutta normalità per lui… erano solo 50 anni che eravamo usciti dall’era industriale col carbone che ti sporca il naso… ma ora ritorniamo agli schemi che quei vecchi uomini col cilindro e le barbone avevano pensato stando in stanze arredate e riscaldate diversamente da quelle di gran parte della restante popolazione. Come si usa dire: col culo al caldo e la pancia piena.

La carota del titolo? Ricordo sempre quei capetti bastardi che dicono questo: il metodo giusto con la gente è quello del bastone e della carota… e la carota è la pausa dal bastone.

senza l’ombra d’un rimorso

Riferita alla prima guerra mondiale, questa poesia di Trilussa in romanesco l’ho conosciuta con testo adattato e cantato (anni ’80) nella versione di Claudio Baglioni. Vi ricordo che in origine stiamo parlando del 1914-1918. Amo la versione musicata da Baglioni nel tour “attori e spettatori”. Se non conoscete nulla di tutto questo, buona lettura e buoni ascolti.

Ninna nanna della guerra
Trilussa

Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna,
dormi dormi, cocco bello,
se no chiamo Farfarello,
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone
Gujermone e Cecco Peppe
che s’aregge co’ le zeppe:

co’ le zeppe de un impero
mezzo giallo e mezzo nero;
ninna nanna, pija sonno,
che se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno,
fra le spade e li fucili
de li popoli civili.

Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che comanna,
che se scanna e che s’ammazza
a vantaggio de la razza,
o a vantaggio de una fede,
per un Dio che nun se vede,

ma che serve da riparo
ar sovrano macellaro;
che quer covo d’assassini
che c’insanguina la tera
sa benone che la guera
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le borse.

Fa la ninna, cocco bello,
finché dura ‘sto macello,
fa la ninna, che domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima,
boni amichi come prima;
so’ cuggini, e fra parenti
nun se fanno complimenti!

Torneranno più cordiali
li rapporti personali
e, riuniti infra de loro,
senza l’ombra de un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la pace e sur lavoro
pe’ quer popolo cojone
risparmiato dar cannone. Continue reading →

Big freeze dei #muse mi ricorda tanto gli #U2, possibile?

immagine raffigurante due ragazzini gemelli

uguale a chi?

Avete sentito la canzone “Big Freeze” dell’ultimo CD “the 2nd law” dei Muse? Non vi ricorda suoni e passaggi degli U2 ? Cori, suoni, riff, tipi di sonorità … Sembra più che una strizzata d’occhio, una ispirazione, una frequentazione abituale… ovviamente mescolata a elettronica da videogame anni ’80 ma… provate 😉  A me comunque ormai i Muse piacciono un botto, anche se temo che Bellamy abbia preso troppo il sopravvento, trasformandoli da una BAND a “tizio-e-gli-altri”, cosa che non è mai una bella cosa.

negazione con svago multimediale

ignorare la realtà

Quale realtà? Io vedo solo cose fiche!
(C) iStock

Giorni fa la mattina mi hanno dato una notizia terribile che ipoteca il mio futuro. Nel pomeriggio sono andato con amici a sentire una conferenza in zona ed ambienti piacevoli, ho mangiato un gelato alle gelaterie GROM (ve le consiglio) e sentito simpatici modi di guadagnarsi da vivere un granello alla volta ma, interessanti.

Oggi, tra circa 1 ora e mezza dovrò tornare a sentirne altre, di notizie nefaste, ma… a pranzo ho trovato il nuovo CD dei Muse nella buchetta delle lettere… dura poco meno di 1 ora. Quindi divano, stereo, dedizione, ascolto di qualità. Per pensare meno alla realtà dovrò persino aprire un giornale con figure, ché alla mia mente non scappi di dare uno sguardo alla dura realtà.

cassa integrazione #cig #cigs, mobilità, lavoro nero e perversione…

Lavoravi, guadagnavi 1100. Finisci in mobilità, guadagni 750. Vi risulta sia possibile guadagnare quei 350 in modo pulito, non con lavoro nero, senza che la vostra legittima azione per recuperare la differenza – quantomeno – e darvi da fare, non venga considerata male dall’inps che vi faccia finire su una strada? Esiste un massimo guadagnabile … ma non è nemmeno lontanamente paragonabile a fare MOBILITA’+GUADAGNO = VECCHIA PAGA. E se, puta caso, tu dovessi guadagnare di più, allora non so proprio.

Per me l’istituto della mobilità, in un posto che non vuole attaccare i dipendenti alle aziende come delle zecche e che non odia la propria popolazione e favorisce il lavoro, la professionalità e un paese sano attraverso formazione contuinua e protezioni sociali, dovrebbe permetterti di transitare dal “nulla, quindi ti dò la mobilità mentre tu fai del tuo meglio per darci sotto e ti fornisco tutta una serie di corsi che tu vuoi fare e che preparano a lavori che le aziende cercano” al “ok, ora con i guadagni di 3 lavori part time, vendite di roba che hai fatto con le tue mani, l’orto e sette consulenze per boh, ce la fai a guadagnare una paga umana: quindi stop” … questo dovrebbe fare. Avere cittadini, aziende e lo stato che, in armonia, sempre ricordando che al centro di tutto ci sono persone che devono stare bene, lavorino dando ognuno il proprio apporto.

E invece a me sembra che ci siano un sacco di cose che per la sopravvivenza dignitosa spingano la gente anche a lavorare in nero. Io adesso mi sto informando con l’inps e i sindacati ma l’ultima volta che sono andato ad un caaf per chiedere cosa dovevo chiedere al datore di lavoro di un secondo lavoro (quindi niente mobilità o altra roba, lavoro e basta!) in modo da essere in regola, mi hanno guardato malissimo, come se avessi detto “come facciamo a fregare la finanza?” o “come si stupra tua sorella senza andare in prigione?” … quando invece io ho chiesto proprio come facciamo ad essere tutti onesti e pagare le tasse cercando di sbarcare il lunario lavorando anche di più e in diversi posti pur di non arrivare a fine mese senza soldi nonostante un lavoro fisso?

Si vede che siamo troppo abituati solo al mondo “professionisti” e “padrone-dipendente” … come se fossero le uniche cose possibili. Anche se non volevamo, il mondo italiano del lavoro sta diventando molto più colorato… e io voglio capire se legalmente e onestamente si riesce a fare più lavori e non venire puniti per questo.

Italia in apnea

immagine di un nuotatoreForse per qualcuno questo sarà l’ultimo agosto, forse qualcuno starà fingendo, o starà sforzandosi di viverlo, come “l’ultima volta che ho fatto le ferie prima di”.

Prima di cosa?

Se si tratta del tuo ultimo stipendio, del tuo ultimo lavoro… dell’ultima volta che hai guardato la tua casa normalmente, senza pensare che forse domani dovrai venderla… e forse non ci riuscirai perché nessuno vuole o può comprarla… o peggio, solo qualcuno può farlo… e se solo qualcuno, allora significa che lo farà a condizioni che offendono il tuo senso di giustizia: ma come? Io stavo già sudando sette camicie e legando le mie scelte al sacrificio di non mollare per onorare i miei debiti… e ora devo svendere ad una frazione di quello che costa? E che quindi non mi permette nemmeno di saldare il debito con la banca?

E questo è solo un esempio: ma immagino sia il più comune.

Per quanto tempo chi guida le linee di gestione di uno stato, di un continente, di un sistema economico può pensare di lasciare una nazione in apnea? Continue reading →

Chissà cosa avrà voluto dire…

Chissà cosa avrà voluto dire….

Di solito la mia regola quando uno non spiega e mi dice che bisogna fare così “fidati” e “ascolta me, fai così” … io non faccio proprio, mi allontano di corsa… fuggo a gambe levate. E mi stupisce un “fidati” … così ad alti livelli… e per fortuna sono in buona compagnia, all’estero.

quanto nella merda siamo?

Vorrei sapere quanto nella merda siamo. O meglio: “sono”.  Con i guai viene fuori il peggio, l’egoismo, naturalmente. Ma vorrei comunque sapere; uno dei problemi dell’essere nella merda è non sapere quanto. Non sapere se hai speranza e se sprechi il tempo che potresti godere in cose magari meno produttive ma sicuramente più belle per te. Se ti rimangono 5 minuti di vita meglio non stare a mettere in ordine, meglio godere.