primavera di mezza età

Affascinata da cose che vede solo lei, mi lusinga in ogni modo, cieca di fronte al vuoto che sono davvero.

Anche se non glielo nascondo, cieca, vede solo del bene. Di fronte alla miseria di un corpo povero e sgraziato come il mio, lei vede qualcosa che non esiste e lo ama. Ho smesso di cercare di aprire loro gli occhi: tanto accade comunque, ma basta, basta smettere di berla quest’acqua fresca.

Sinceramente attratta, dolce e così tanto troia che stento a crederci, e così lei: non mente, non sono parole, non ha nessun limite ed è piena di gioia. Sembra uscita da un perverso sogno maschile, mentre lei nega e ripete siamo così, se non abbiamo voglia come voi ne abbiamo di più.

Che lo so anch’io, da quando non eri nata, è un fatto ma… la frequenza con cui questa libertà si manifesta è infima.

Vuole tutto di me e non mente, non ha secondi fini, mai. E’ come un animale. E ho imparato, in questi anni, ad apprezzarne la purezza. Nessun calcolo, nessuna sovrastruttura.

Ha fatto infinitamente più esperienza di me, con un corpo da ballerina, esile ma forte, sensuale, e da poco tempo. Io che nemmeno mi ricordo più come si bacia e come si tocca un corpo con un minimo di grazia, la sento sciogliere e vibrare. Cerco dove sta l’imbroglio, lo scherzo, ma non ci sono interessi, non ho nulla da rubare e mi viene dato tutto, e con gratitudine addirittura. Mi sveglierò dopo questo bel sogno, senza nulla? Beh ma non ce l’avevo prima. Almeno ho sognato un po’. Continue reading →

il cannone del papà è più grosso

Scenetta al nido+materna:

– oh vedi Matteo, è un papà!
– veramente no 🙂
– uno zio?
– beh uno zio si, ma … di nessuno di questi bambini 🙂
– … e?
– sono un fotografo 🙂
– oh, vedi Matteo? Guarda che macchina grossa, QUASI grossa come quella del papà!
– veramente è sicuramente più grossa di quella del papà!

sguardo esaminatore/di-sufficienza sfumato “mh non credo proprio”

– Vieni Matteo, mai mettere in competizione i maschietti sulle misure!

😀

E io che pensavo di aver riso di più per quello che avevano fatto i bimbi prima! ^_^

fare i 15enni nel mezzo del cammin di nostra vita

concentrazione

Di norma quando mi prendo una cotta, se ben ricordo, non capisco un cazzo e faccio casino al lavoro. Faccio un casino per distrazione e lavoro gratis le successive 16 ore con i sudori per sistemarlo.

Questo accadeva … beh, 20 anni fa. Non è più successo.

Ora non sono più un dipendente. E non sono uno che si fa una scopata fregandosene. Quindi la testa mi serve per la sopravvivenza, prima che per ogni altra cosa. C’è da dire che non ho il peso del desiderio di suicidio, questo ve lo dico chiaro e tondo, da qualche settimana. Non lo sottovaluto. Non posso nemmeno dirlo a qualcuno.

Però devo organizzarmi per bene e poi quando lei mi manca imparare la nuova arte del millennio e fottermene.

Per fortuna la pazzia e la smemoratezza mi hanno sempre portato a scrivere liste ed eseguirne i punti. Speriamo di scrivere bene ‘ste cazzo di liste.

Domani userò uno janiro per la prima volta per un nudo. E devo farmi venire il sonno forzato. Vediamo un po’ se ci riesco.

potrebbe essere mia figlia

Eccoci ad un meraviglioso “e adesso cosa faccio?”.

si non è così eh

Non l’ho cercata, non ci ho provato. Ma lei mi ha mandato i segnali, mancavano solo i cartelli. E quando gliel’ho chiesto, le ho chiesto “ma tu cosa vuoi” mi ha dato un piccolo, dolcissimo, imbarazzatissimo, “mi piaci”. Che potrebbe essere mia figlia lo dobbiamo dire per dovere di cronaca, pensando al fatto che un mio amico ha una figlia di quella età.

Certo il suo è stato un errore. Ma quell’errore è vivo, è un fatto.

Quindi ora? Cioé io non sono mica abituato a considerare davvero esistente il mio corpo. Mi sono abituato a non essere desiderabile, ad essere invisibile. Virtualmente uomo, virtualmente maschio, un essere asessuato di forma maschile che, proprio per questa situazione di “disarmo” può con sicurezza lavorare con le donne, di qualsiasi età, senza timore, sempre senza l’intento, sempre senza provarci. Certo dicendo ormai come un mantra che sono libere di provarci loro, ma… ormai era per scherzo, perché i miei soggetti femminili non “sentano” di trovarsi con un gay, che non sono. Ma tutto qui.

Mentre le sciorinavo il mio solito discorsetto di spiegazioni mi sono accorto che le succedeva qualcosa. Sempre di più. E quando ci siamo rivisti pure. E quando l’ho portata in un posto mancava che mi urlasse “MA SEI COGLIONE MI PIACIIIII” e io ho cercato di fare finta di niente. Perché …  Continue reading →

credere alla propria menzogna

Mio fratello ha rubato a mia madre. Ha rubato a mia sorella.

Quando alla fine la cosa è arrivata all’orecchio di mio padre, oltre ad indignarsi per l’accaduto, ha pensato “e perché io stesso non avrei dovuto subire lo stesso trattamento?” – così ha controllato. Ed anche a lui, mio fratello aveva rubato.

Uso questa parola perché nessuno, fino a mio padre, voleva usarla.

Io ho rispetto per ciò che le parole significano: riflettono la complessità del pensiero, la chiarezza, la verità del pensiero. Per cui quando rubi, io dirò che hai rubato.

Conosco mio fratello dal punto di vista della menzogna. Lui mente, mente sui suoi comportamenti che deviano costantemente dalle regole che lui ritiene stupide e sulle quali potremmo naturalmente discutere, potrebbe aver ragione. Ma il punto è che lui non le rispetta e poi dice di averlo fatto. Mente sempre. E poi tenta di farti sentire in colpa dicendo che per quello che ne sai tu lui fa quello che lui dice, quindi come puoi tu osare mettere in dubbio la sua parola? Tutte le balle che racconta sono basate su questo.

Ed è quindi chiaro, in ogni altro contesto, che chi ha avuto a che fare con gente che fa questo alla fine sia della scuola “se non hai nulla da nascondere” (mi riferisco alla privacy); come posso non capirli?  Continue reading →

ricercano il padre

Pur affascinandomi non so nulla di psicologia. Ricordo di aver sentito spesso parlare, anni fa, di solito in rappresentazioni cinematografiche di psicologi che liquidavano rapidamente qualcosa con una spiegazione da 4 secondi, i rapporti di alcune coppie con “lei cerca un padre” e cose di questo tipo.

Mi rendo conto di quante ragazze ventenni (poi scopri che hanno iniziato parecchio prima nella loro esplorazione) stiano assieme a quarantenni (circa).

Tante proprio, ora la cosa mi stupisce nuovamente. Alcune, più riflessive, dicono di cercare una guida, qualcuno che le tenga in riga altrimenti faranno casino. Altre dicono solo che con i coetanei nonsepo’pproprio perché sono bambini.

Ora è capitato a me. Ovviamente mi sento gratificato visto che in genere mi sento una merda, ma tutto sommato osservo anche, cercando di distaccarmi. Mi ha mostrato che nella sua rubrica mi ha indicato come “gnorry”. Ovviamente mi sono accorto che non le sono indifferente ma… ma.

Mi sono fatto l’idea che hanno dei padri di merda, prima. Poi che hanno semplicemente un casino in famiglia. Mi vengono in mente frasi sentite, come “rapporto conflittuale” ma… ma no, in fondo non ce l’hanno poi così conflittuale. Mi pare che gli manchino tanto le gite fuori porta col papà. Che non ce le hanno, che non hanno tempo, non si danno tempo, non danno loro del tempo, per andare a zonzo, guardare il mondo con qualcuno, chiacchierare. Non vedo grande desiderio di mettermi la lingua in bocca. Del resto io mi faccio così schifo che provo ribrezzo per suo conto. Non so nemmeno più come si bacia, forse. Continue reading →

mettere in ordine vecchie cose mi sprofonda nel nero

Ci sono cose che accumulo.

wrong shui

Non sono esattamente un accumulatore seriale, ma in nuce forse qualcosa c’è. E sento bene che si tratta di un disturbo. Non è un fatto qualsiasi. Sento un dolore fisico simile a quello dell’ansia vera, quando devo risolvermi a mettere in ordine. Mi sale la temperatura, inizio ad agitarmi, me ne vado in giro come uno zombie.

Al mio ultimo trasloco ho affidato ad una nostra amica le cose con le quali non riuscivo ad avere a che fare: lei ha preso tutto come stava e ha AVVOLTO in una carta alcune cose, schiaffandole in dei cartoni. Mi sarei ritrovato il problema nella nuova casa, ma almeno quello del trasloco era risolto. Io ho sofferto, davvero, ma contemporaneamente ho ringraziato questa persona e ho capito che potevo aiutare nello stesso modo qualcuno: se la roba non era mia potevo aiutare.

Come mai, cosa faccio? Normalmente scrivo dei piccoli appunti. Spargo questi foglietti ovunque. Poi li raccolgo, poi queste raccolte le metto da qualche parte. Tutte queste cartacce polverose sono spunti. Sono spunti per cose che non ho imparato, non ho approfondito, non ho provato. Sono cose che hanno toccato per un attimo la mia vita, ho trovato interessanti ma non le ho assaggiate. Ancora, perlomeno.

Credo che sia questo: lasciarle andare, spezzare questo legame, per uno che, come me, ha poca memoria e non intende averne perché può prendere un appunto, significa gettare via un possibile pezzo di futuro. Dico io eh. Magari non è questo. Alcune volte si, sono legato a degli oggetti e quello che mi incasina (mi manda fuori di testa proprio) è non avere il posto giusto per loro. Continue reading →

le donne sono come le aziende: vogliono esperienza ma non te la fanno fare

Ok, brutto, sessista, stronzo, tuttigliuominisonouguali, eccetera. Sicuri/e? Ci vogliamo riflettere?

Io c’ho una certa età, quindi parlo di tempi andati, tutto sommato. Ma… ma non solo: conosco, negli ultimi anni, TANTISSIMI ragazzi e ragazze molto giovani. Ci parlo, mi raccontano, non hanno davvero problemi a parlare di sesso, sono estremamente pratici. Quello in cui il casino è identico sono i sentimenti: la differenza è che per noi TUTTI la cosa ti veniva insegnata come un unicum, due cose che vanno obbligatoriamente assieme, che esistono assieme, che non esistono come sentimenti de quà, attrazione e sessualità dellà. No, questo non esisteva. Il che ti faceva pensare “la amo” quando invece era “voglio scopare con lei”. E la stessa cosa vale invertendo i sessi, sia chiaro.

MA

Una cosa non è mai cambiata, a quanto mi confermano i miei continui colloqui: una ragazza (dai 13 anni in poi, così mi dicono) potrà sempre, in qualsiasi circostanza (e qui di roba bella e molto brutta ce n’è tanta), ottenere esperienza sessuale da un maschio dal coetaneo in avanti. Ma mai (escluse le ovvie eccezioni che confermano la regola) un ragazzo giovane potrà semplicemente fare esperienze.  Continue reading →

Credo che andrò a fare colazione al mac

Lavorando spesso di notte per me, tra sabato e domenica, non è inusuale andare a farmi un caffé al Mac. Di tanto in tanto mangio anche, ma solo se è il periodo “non solo cacate del mac” (chianina, carne normale, formaggio noncheddar, eccetera).

La colazione invece mi è sempre piaciuta: colazione salata, se vuoi muffin salato , oppure omelette, eccetera. Ovviamente con spremuta, che mi da una carica pazzesca. E il caffé non fa affatto schifo, anzi, per lo standard di queste parti è pure buono.

tipica foto stock 🙂

Ovviamente mi odiano, perché io arrivo proprio ALLE 7 (non sanno che sto aspettando dalle 5 perché ruotino quel fottuto menù) e preparare la colazione salata probabilmente richiede qualche complicazione. Ogni cazzo di lavoratore nel food dovrebbe avere avuto un PROPRIO ristorante/bar, per capire come funziona e che il cliente non è “quel tizio che si materializza dal nulla per farmi fare cose che non ho voglia di fare”, ma quello che compra quello che offri. Lo offri tu, la tua azienda. E, ad esempio, gli girano i coglioni se, fatti 10 km e uscito di casa per venire da te, gli dici “ho appena pulito la macchina”. Non posso rispondere “me ne sbatto il cazzo” solo perché poi tanto mi faresti un caffé di merda. Ma il punto è: qui fate caffé, giusto? Allora perché non smetti di farlo DOPO aver chiuso? Fate spremute? si? Perché non lavi la macchina DOPO aver chiuso? Il tuo orario di lavoro non è quello per la clientela, sono due orari diversi. Se fosse IL TUO bar, forse ci ragioneresti.

Non tutti i baristi sono così, anche se proprietari. Ma quelli che hanno capito, si; quelli che hanno voglia di lavorare, si. Altri sono quelli che si lamentano perché arrivano i cinesi, i kebabbari, gente che tiene aperto quando loro tengono chiuso, gente che lavora quando serve ai clienti e non quando je pare a loro. Gente che, in sostanza, individuata la domanda, la soddisfa. Non gente che fa offerte SPERANDO che la domanda corrisponda.

Mancano ancora 40 cazzo di minuti. Continuo a lavorare eh? 🙂

I testi diseducativi delle carte per bambini/e Skifidol SuperPuzz, in vendita in edicola

Ecco un’analisi davvero Seria.

Avatar di giovannacosenzaD I S . A M B . I G U A N D O

Skufidol SuperPuzz1

Su richiesta della Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Emilia-Romagna, ho fatto un’analisi linguistico-semiotica delle cosiddette “carte Skifidol SuperPuzz”, da collezionare in un apposito album, in vendita nelle edicole da settembre 2016 e spesso distribuite gratuitamente davanti alle scuole per pubblicizzare il prodotto. Ogni bustina costa 1 euro e contiene 5 carte con disegni colorati e schifosetti, come tipicamente piacciono ai bambini e alle bambine fra 6 e 10-11 anni. Se gratti una di queste carte, sprigiona una certa puzza di, a seconda del caso, vomito, cacca, fognatura, uova marce o un misto di tutto questo. Il problema non sono né il gioco del “Gratta&Puzz”, come si chiama, né le illustrazioni, entrambi perfetti per il target. Il problema sono i testi che li accompagnano, molti dei quali sono gravemente diseducativi. Ecco la mia analisi:

View original post 970 altre parole