MAR2018 microstock trend: sale Fotoliadobe, scende Shutter

Il trend per il microstock in questo momento sembra essere questo: invertito rispetto a prima: Shutterstock scende piano ma inesorabile, mentre al contrario sale Fotolia (Adobe). Difficile fare soldi oggi iniziando con la fotografia: bisognava farlo nel 2005 ed oggi avere un consolidato potente e continuativo, di qualità. Meglio con altre forme di creatività e con lo stock non-micro.

E/o tornare al commissionato, con tutte le difficoltà di farlo in generale e con il triplo in Italia: il fisco contro, in ogni modo possibile: dall’ANTICIPARE le tasse di qualcosa che non hai guadagnato nemmeno (supposizioni sull’anno prima) , all’anticipare l’iva su ciò che non hai incassato, a spese di ogni altro tipo, alla maledetta “incongruità” degli studi di settore anale, alla concorrenza sleale in nero … che poi ti spinge a diventare così pure tu, alla gente che non paga, ai clienti ignoranti … ecc ecc ecc.

Meglio all’estero.

Fotografi e modelle sotto attacco dei manager allupati

Nel meraviglioso nordest industrianale, punteggiato in ogni dove di “due cuori e un capannone” – come diceva in un suo spettacolo Marco Paolini – una delle cose che capita spesso è che in ambito di comunicazione, ex “grafica”, ci si imbatta nell’amminsitratore delegato. Che uno dice: ma … non ha altro da fare? Non hai un reparto marketing? No che non ce l’ha. L’ha licenziato con la crisi. Se è sopravvissuto me ne sto muto: sei ancora in piedi, quindi bene. Ma forse il reparto marketing non ce l’aveva nemmeno prima. Brand managers, addetti alla comunicazione, pubblicitari, grafici, copywriters e compagnia bella sono una cosa in comunicazione con il marketing generale, anche se sono diversi. Ma se non hai manco il reparto marketing, alla fine di solito sono aziende familiari con un capoccia che ghe pensi mi. Su tutto, ogni cosa. Sa tutto! 🙂

Ma nel meraviglioso nordest, in cui io stesso ho lavorato, il general manager od il suo sostituto, oppure una serie di personaggi della sua corte di nobili, quando c’è la figa ci sono di sicuro. E la figa c’è quando ci sono i servizi fotografici. La figa ci deve essere quando ci sono i servizi fotografici. E la moda, il trend, i colori, le forme… spesso coincidono con chi ama trombarsi il boss. E spesso va a finire che invece di modelle professioniste conviene chiamare le troie professioniste. Magari le più carine, ma sanno già che i soldi non li guadagnano davanti all’obiettivo ma attorno al cazzo del direttore, ma facendo finta che sono modelle. Conviene a tutti, ora lo capisco, ero così ingenuo: non offendi le modelle vere, con uno schifoso che vuol sentirsi conquistador, la sfanghi e sbarchi il lunario, il capo è contento, prendi i soldi e le foto ci sono comunque.

Ma quali foto? Foto di puttanoni tettoni? Perché il maschio italiano medio è tattaiolo, tette grosse uguale qualità.

Beh io facevo altro, mi occupavo di altro, quindi la vedevo da lontano ‘sta roba e non mi interessava. Ma ora faccio il fotografo e per quanto io mi occupi essenzialmente di microstock e mi diletti di fotografia di nudo, un po’ di volte all’anno accetto commissioni entro il limite consentito per le ritenute d’acconto.  Continue reading →

BIGSTOCK sta crollando?

Quando le infrastrutture scricchiolano io mi preoccupo. Che sia un edificio, un’ente, un’azienda, che si tratti di un servizio telematico, di un tetto … se nessuno ci mette mano per sistemare, io mi preoccupo. Il segnale è negativo in tutti i casi: se c’è negligenza anche in periodo non-di-crisi, abbiamo comunque di fronte una situazione di sciatteria dalla quale tenersi a distanza; se c’è in periodo di crisi, a me ha sempre indicato i prodromi del fallimento, crollo, chiusura.

Io vedo file inviati a Bigstock danneggiarsi, ed altri amici mi hanno segnalato che file inviati correttamente in fase di indicizzazione (quindi non di upload) risultano POI corrotti, e non tutti e non con un criterio di mpegapixel o altro. Non si capisce. Ho chiesto di controllare alcune cosette, vedremo.

Ma eventualmente: ritirate i vostri crediti.

Prima di partire #20121223-bis

film meraviglioso ma MOLTO triste

Sapere come morire, avere un metodo pratico e con tutta probabillità efficace, rapido ed indolore, mi ha tranquillizzato. La punta intensamente dolorosa, come i denti di una tagliola che ti prende le vene, il cuore, il collo e l’esofago (o il duodeno, non saprei) … queste molto legate all’ansia, al terrore, che ho conosciuto bene, queste sono scomparse. Avere quindi una via d’uscita mi ha tranquillizzato, mi ha reso un po’ pià sereno.

La sensazione che non mi molla mai è quella di una specie di fatina malefica che mi sussurra “sei uno sfigato”, che mi ricorda che come essere umano sono un fallito, che non riesco a “tenermi le donne” più meravigliose che io avvia avuto l’incredibile fortuna di incontrare: ragazze meravigliose, dalle moltissime caratteristiche che adoravo, che desideravo per me, che si adattavano a me. Se ne sono andate via sbattendomi il cuore in faccia, oppure la porta.

E fin qui, tutto normale per voi vivi. Continue reading →

protonmail e Samsung Galaxy S5 Mini CRASH

Chiunque si sia intrippato di privacy nella posta elettronica, crittografia end-to-end, pgp, gpg, hushmail, eccetera, senza però comprendere la parte tecnica sullo scambio e gnerazione di chiavi ed arrangiarsi, potrebbe comunque apprezzare l’esistenza di PROTONMAIL. Soprattutto per la base legale su cui poggia.

Per mesi, finchè ho avuto un Samsung Galaxy S5 mini, da quando ho scoperto ProtonMail, ho provato ad aggiornarlo, a dare feedback a quelli di ProtonMail ma niente da fare: crashava sempre, sullo smarzporn non ha mai funzionato.

Ora con Samsung Galaxy S8 funzia, da subito: quindi mail supercrittatissima su cellulare. Consigliato se il vostro cell lo supporta.

Envato (photodune) alza le tasse! – e nuovi dubbi miei

Non che mi freghi, dato che Envato mi ha sbattuto fuori 🙂 Ma Envato mi ha mandato una mail, anzi l’ha mandata a tutti gli Italiani che fanno i contributors per loro. Ora, essendo PhotoDune una delle divisioni di Envato, per qualche motivo si sono ricordati di me.

Dicono che fino ad ora hanno richiesto ZERO (io mi ricordo che dopo la passata di tasse di Envato, restava ben poco, altro che tassare zero) ma che in realtà avrebbero dovuto ritenere il 5% per conto dello Stato. Ora, io sono andato DI NUOVO a controllare i trattati per evitare le doppie imposizioni, e ho visto che Pertini e Craxi (1985!) non avevano fatto un lavoro poi tanto diverso con l’Australia da quello che Napolitano e Berlusconi hanno fatto nel 2009 con gli USA. Ovviamente il riferimento ai “programmi software per elaboratori” eccetera sono differenti, ma non quello su cui si poggia tutta la non-imponibilità USA … e quindi secondo me anche Australia.

Ora, però, mentre scrivo l’articolo, lo SPLENDIDO help che a suo tempo aveva fatto iStock, su Getty non è più così splendido. Infatti rileggo il mio steso articolo in cui scrivevo  un arrogantissimo “SI deve pretendere che, per le foto, il prelievo fiscale USA sia ZERO” e mi chiedo, da solo, e in base a cosa? A quale legge? Il trattato (cliccatevelo, comunque articolo 12 “canoni”) dice che può essere trattenuto dallo Stato eccetera, ma NON OLTRE eccetera eccetera (5 per foto, 8 filmati, si diceva verso il 2014 quando non si trovava un cazzo). Ma in realtà si è sempre fatto zero in base a… a che? Io capisco che sia chiaro solo che non può essere chiesto – se si applica il trattato – più del 5% oppure 8%, ma non che non si debba. Poi rileggendo tutto l’articolo 12 comma 3, trovo “Nonostante le disposizioni del paragrafo 2, i canoni
provenienti da uno Stato e pagati ad un residente dell’altro Stato per l’uso o la concessione in uso, di un diritto d’autore su opere letterarie, artistiche o scientifi che (ad esclusione dei canoni relativi al software per computer, alle pellicole cinematografi che, alle pellicole, ai nastri magnetici o ad altri mezzi di registrazione per trasmissioni radiofoniche o televisive) sono imponibili soltanto in detto altro Stato se tale residente è il benefi ciario effettivo dei canoni.” e quindi obbligatoriamente zero negli usa, visto che il detto altro stato in questo caso siamo noi, l’Italia.

Io non vedo troppa differenza con quello relativo all’Australia: l’eccezione mi sembra la medesima, anche se non si parla di Software: ma immagino che vistala quantità di soldi in ballo… 🙂 Vedi che la Berluskata è stata grandiosa per noi altri stockettari? 🙂

wind deludente

porcoddue non prende!

Sono passato da Vodafone “Relax Semplice” ad una versione simile by Wind ( “MAGNUM”) , con l’apparente vantaggio di avere molto (ad esempio tantissimi giga x navigazione) e un po’ di ammennicoli carini e modaioli (telefono e varie robe tecnologiche a scelta).

Si ma la roba importante è di scarsa qualità.

Ovverosia PRIMA con Vodafone ero in 4G/LTE pressoché ovunque mi spostassi, velocità a bomba, ottima qualità delle chiamate, parecchie tacche di ricezione quasi dappertutto, il peggio che ti capitava era 3G.

Ora con Wind, stessi posti, un bel cazzo!!!!! Cioé se va bene hai 4G nei GROSSI centri abitati (se uno sta in provincia significa solo entro alcuni ambiti ristrettissimi, vi lascio farvi il giro come si faceva con i vecchi TACS dicendo “una tacca, due tacche!!!!”)  e per il resto 3G se ti va di culo, ogni tanto satella tra H ed “E” (wikipediate e divertitevi – io odio la telefonia). Quindi hai voglia di non pago il tethering, e giga condivisi con il tuo router wifi portatile… se NON PRENDE. Cioè, siete una compagnia TELEFONICA e quindi trasmettete quei fottuti dati? Ti credo che mi dai 30 GIGA, tanto per trasmetterne un infinitesimo ci metto 8 anni: non li consumerò mai.  Continue reading →

MONOSSIDO DI CARBONIO I LOVE YOU

Finalmente ho trovato il tasto rosso. Mi sento sollevato. Quando, giorni fa, ho cercato la morte attraverso l’impiego di un sicario, qualcuno che mi sparasse in testa (visto che qualcuno che avesse eroina, cocaina o morfina per farsi un’overdose non lo trovo… e che comunque a quanto ne so bisogna farsi in vena e io non sono a fare ‘sti discorsi perché sono forte e coraggioso – oltre che serve perizia per fare certe cose) ne ho parlato con un amico. Lui semplicemente mi ha detto “no, non le so fare le endovene … ed anche se le sapessi fare, non te la farei perché … alla fine io ho speranza, e ce l’ho anche per te”. Ci sono rimasto secco. Era un punto fermo del suicidio quel mio amico. Ma oh, è stato sincero e diretto. E comunque ovviamente non si sarebbe preso la responsabilità. Come acqua fresca, non lo giudico in nessun modo. Ne abbiamo parlato, come si parla di qualsiasi cosa. Per l’ennesima volta.

Comunque io gliel’ho detto: ora userei subito la soluzione finale. Ma … la sua mancanza la sento da tanto tempo: ogni tanto la semplice conoscenza del fatto che il tasto rosso è li esiste e io lo so, so che c’è e che è efficace li dove si trova immediatamente … per me significa relax, calma, tranquillità. So che ho una uscita di sicurezza in caso di merda. Quando non ce la faccio più. E lui se ne è ricordato. Non ha fatto come tizio che l’ha detto a mia sorella. Mi fidavo di lui. Non gliene faccio una colpa ma non si doveva fare: lei così sarà preoccupata, spaventata, per sempre. Invece se muoio starà male una volta sola e nel momento giusto, non PRIMA, che magari non faccio un cazzo perché sono incapace o sfigato. Comunque insomma l’altro amico ad un certo punto, così come un fulmine a ciel sereno, mi scrive su whatsapp “hey! ma c’è sempre il buon vecchio monossido di carbonio!!”. Ora, leggo in giro che si parla di convulsioni … e la cosa non mi piace tanto… ma in effetti di gente che ci resta secca nel sonno per stufette e cacate simili ce n’è. Allora… cavolo, dormo, muoio. FIGATA. Oppure insomma basta sigillare bene l’auto e collegare il tubo di scappamento dentro … poi meglio se l’auto è in una rimessa, così non c’è pericolo di pedere gas e farla durare tanto. Ma questo rischia di mettere in pericolo altri. Ma insomma… morte indolore, nel sonno.  Continue reading →

il microstock è la commodityzzazione della creatività

Si ha la commodityzzazione, o commoditizzazione quando, in un ambito in cui il potenziale di innovazione si è nel tempo significativamente ridotto, i prodotti di una certa categoria diventano così maturi e simili tra loro che il mercato fatica a percepire le differenze tra l’offerta dei diversi marchi. A quel punto, la competizione tende a dipendere sempre di più dal prezzo, il profitto si riduce drasticamente ed in genere sopravvivono soltanto quelle aziende che possono contare su grandi volumi e bassi costi di produzione (le cosiddette economie di scala). Fonte: Inupgoin.com.

illustratrici stock al touch

Il processo è irreversibile, ma non direi inarrestabile. Si arresta perché non conviene più a nessuno. Il mercato del diritto d’autore intero potrebbe subire questa commoditizzazione: è pieno di gente che crea, scrive, disegna, suona, produce musica o altro. Quindi c’è bisogno di contenuto. Ma il contenuto di quqlità richiede impegno e, alla lunga, secondo me nessuno è disposto a mettercelo a fronte di un pagamento inadeguato. Però c’è gente che ci prova. Come tutti i ragazzi che vengono inculati a ciclo continuo come apprendisti, da un sacco di gente. Quel “tappetino” di apprendisti e gente in formazione fotte tutti: lor per primi, che non apprendono una sega, che non vengono pagati; gli altri che subiscono questa concorrenza sleale. La globalizzazione fa lo stesso, sulla base della vitadimmerda di qualcuno da qualche parte nel globo che preferisce sopravvivere male che morire.  Continue reading →

shutterstock unreachable

I grossi vaffanculi da me pronunciati al ricevere tale feedback sono oggi oggetto di studi nel centro vaffanculogico specializzato del MIT di dovecazzosta il MIT.

Cioé, SHUTTERSTOCK ha il sistema di storage non raggiungibile?

OH! ma scherziamo? :-O

Cluoud distribuito, ridondanza, HA, SAN, figate su figate … e questo? :-O