Vi ricordate Jovanotti che diceva “quando li cattura una definizione / il mondo è pronto a una nuova generazione” … credo fosse il 1992. Facebook, una community facente parte di quelli che chiamiamo Social Network è diventata ormai vecchia, popolata da vecchi, soprattutto. Certo si, molti giovani la usano ancora come posto dove trovare gente, ma ci fanno poco. I vecchi sono lenti ad appropriarsi delle novità… e soprattuto a mollarle.
Ci si adagiano, siedono il culone pigro appoggiando il pancione sul davanti, si guardano intorno, ordinano una birra, sfogliano due pagine e poi iniziano a pontificare, come me, eccomi qui, no? Eccomi: il blog è tre generazioni indietro, no? Lento, ci sono le parooooooleeeeeeeeeeeee, bisogna leeeeeeeeeeggereeeeeeeeeeeee uhuuuuuuuu!!!
Facebook soprattutto è pieno di astio, polemica, sedimentazioni di polemiche, scambi di invettiva memorizzate per sempre. Hanno la stessa dinamica dei forum per i cosiddetti leoni-da-tastiera (che poi siamo tutti, no?) … quelli che si incazzano sul serio, che poi si alzano e sono cazzosi nella vita. Avrebbero voglia di far rissa.
I ragazzini sono andati gente, da un pezzo. Ogni tanto mettono un post ma… guardate bene… lo usano per condividere video divertenti, roba che li emoziona. Lo usano come usano il loro social principale: instagram.
Che è più gioioso, immediato. Gattini, comunque, gattini forever.
Io per esserne sicuro ho due gatte. In casa. A che mi serve internet allora? Mah.
non solo: dicono che i vecchi (e parlo di vecchi vecchi) non smettono mai di essere mentalmente-elastici ed aperti… solo che serve più tempo. Lentezza.
Ovvio, parliamo di POSSIBILITA’, non di realtà assodate e ripetute… perché spesso non si allena il muscolo né il neurone 🙂
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Beh… negli ultimi anni spero che tu te la sia persa, così ti rimangono i ricordi buoni eh … 😉
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Elogio alla lentezza…quante cose si perdono correndo?
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di certo non i treni 🙂
si perdono i dettagli e persino le occasioni, sia per troppa velocità, sia per essere rimasti indietro.
Se penso a quante donne mi hanno detto “ora è troppo tardi” “ormai è tardi” “adesso non mi interessa più” … tempus fugit, carpe diem, di doman non v’è certezza… già tempo fa l’idea di muovere le chiappette era nell’aria.
Ma ora ci sono altre cose, più veloci, partite dall’umanità e dall’aspetto talvolta disumano. Ma solo per qualcuno.
Io ho dato, e ora non voglio fretta. Ma ci sono mezzi che richiedono rapidità per farli propri, per usarli finché esistono, per servirsene.
Non voglio urgenze, non le accetto, no all’ultimo momento. No a dare poco spazio alle persone che stanno con me, a farli sentire di dover guardare l’orologio.
No alla psicologa che ti dice “quest’ora è tutta per te”. Ma che cazzo è un’ora? Se voglio ascoltare qualcuno rimango finché ci si secca ad entrambi la gola.
Ma ecco… ci sono entrambe le cose 🙂
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