pazzìa

Ultimamente è stata portata alla mia attenzione una lettura che in maniera sottilmente differente dal solito però ricorda sostanzialmente uno dei modi in cui noi, mosche umane, sbattiamo sul vetro della vita incessantemente, mentre lo spiraglio della finestra è – naturalmente – aperto. 

Il riassunto dell’idea ironicamente esposta è che stiamo in una comfort zone personale oppure “della specie” perché le cose hanno “sempre funzionato così” … e però ora non funzioano, stai di merda. Soluzioni precedentemente valide ora non funzionano, ma tu le usi ancora e cosa ti rispondi? Non ho fatto abbastanza di questo, invece di dire “ma sai che c’è? forse è meglio che provi un’altra soluzione”.

Secondo me è una versione, ripeto, sottilmente diversa, della ormai classica (non verifico la fonte autentica) la follia è ripetere alla nausea sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi.

Sottilmente diversa perché in passato i risultati c’erano. Ma sono cambiate le condizioni, la situazione, i tempi, i metodi, l’ambiente, il precedente risultato è irripetibile eccetera.

Ho sempre trovato che non sia una regola “assoluta” perché molti lavori sono fatti di mille mosse identiche che si sommano. Quindi ni realtà bisogna guardare con molta attenzione cosa sia ripetuto identico. Se sto riempiendo una grossa buca fare la stessa mossa (raccogliere una palata di terra e buttarla dentro) non avrà subito come risultato “buca piena”. Né è stato così per ogni cosa che sia “riempire” oppure “scavare”.

La mossa richiede ripetizione, identica. Ad un certo punto qualcosa si spezza, si spacca, esplode, raggiunge un punto che cambia le cose. Così, dicono, sia nato l’universo. E la cosa che continua a fare ad un certo punto renderà i risultati talmente diversi da quelli attuali che quella frase risulterà una grossa puttanata. Ma saremo tutti morti da triliardi di eoni.

Se metti via il soldino, ad un certo punto sei ricco. Ripetizione della stessa mossa. Molte cose richiedono tempo per dare risultati: e la mancata ripetizione della stessa identica mossa sarà causa di peggioramento. A volte quindi focalizziamo su risultati inattendibili, mentre il risultato attuale è già sotto i nostri occhi.

Mangiare tutti i giorni ci fa restare vivi, mangiare tutti i giorni cibo sbagliato produce somma di risultati col tempo. Così come ingerire minuscole quantità di arsenico.

E lo stesso vale per l’esercizio fisico: ripeti sempre la stessa cosa. E non vedi un cazzo per un sacco di tempo. E ad un certo punto invece… ripetendo sempre la stessa cosa… HOP, cambia.

Quindi DIPENDE.

Altro? Beh si, il mio lavoro ne è un esempio: se fossi diligente quanto serve, potrei dimostrarlo personalmente. Ma conosco chi lo fa: fai sempre la stessa cosa, regolare e per un po’ sembra che non succeda un cazzo. Se mollassi, ascoltando questa regola e decidendo che hai la nausea troppo presto, non raggiungeresti i risultati.

Quindi 1) dipende 2) questione di tempo…

Come sempre in medio stat virtus perché bisogna commisurare pro e contro di ognuna delle due strategie. Alcune sono necessarie: ripetere ripetere ripetere. Ti accorgi che un risultato lo dava solo se smetti. Altre richiedono strategie diverse, mirate, variabili.

La cosa figa, molto figa, è ragionarci. La cosa strafiga è che il modo in cui viene posta la questione da quell’autore è che ti senti un coglione, ti sfotte. Ti dice “ma non vedi che sei li impantanato come in un videogame in soggettiva a fare su e giù con la testa contro il muro mentre la porta è dietro di te?” (per gamers). Ti invita a considerare che strategie che hanno funzionato in passato non necessariamente funzioneranno ancora. Quantomeno.

Considerarlo.

Se hai verificato che quello che scriverai è vero, che è qualcosa di buono sull'argomento ed è utile che io lo sappia, ma soprattutto SE SAI USARE LA PUNTEGGIATURA, dimmi: