Immagine, produzione, senso, realtà agosto 2024

Due temi: l’immagine dei bambini, dei minori; ed il senso della fotografia (soprattutto non-staged) , entrambi nel mondo in cui ci sono le iA generative.

1. Mi chiamano dalla cooperativa che ospita la mia sala di posa per cercare di partecipare ad un concorso con uno dei loro servizi (le divisioni della cooperativa si chiamano così) che si occupa di dopo scuola. Idea che hanno: comporre una scritta con i corpi dei bambini. Nuova. Scritta “il gioco rende liberi”. Dopo aver realizzato che così dovevano mettere solo bambini nudi, magri e senza capelli, hanno cambiato scritta.

Faccio il sopralluogo, mi rendo conto del caldòne, dico: mi raccomando TUTTI all’ombra, non mezzi e mezzi e mi raccomando all’ombra tutti, non tutti al sole.

Il giorno dopo puntualmente sono mezzi e mezzi e sotto un sole patocco merdoso.

Alla fine faccio una composizione, cambio la prospettiva, inserisco il bimbo che mi han mandato dopo con whatsapp (tutte merde, queste, sia chiaro). Ma cosa devo fare? Offuscare il volto dei bambini. Ma poverini!!! Si sono rotti i coglioni sotto il sole, sono i protagonisti, sono LORO, non “dei bambini”… e alla fine sembreranno usciti da Phenomena.

Vorrei dire che tutto non ha senso ma… so bene del problema dei koreani che stanno facendo i deep fake porno (condivisi su telegram) partendo dai profili delle ragazze su instagram. Quindi posso solo dire “che tristezza” sia per una cosa, sia per l’altra.

2. E poi c’è LA fotografia. Perché usare una iA per produrre una cosa reale? Il SENSO della foto oggi è più vivo che mai: una relazione con il reale molto più vicina di un dipinto, di un dipinto che non è neanche “dal vivo” ma una totale immaginazione.

La foto ha ancora senso, moltissimo. Ma bisogna pensarci.