dell’anonimato su internet #20130725 (nascondersi dietro un Dito)

Ecco che anche il simpatico utente “Dito” su FB spiega il perché della sua scelta di anonimato su internet.

volevo che fosse uno spazio virtuale libero dalle intrusioni dei parenti, dei colleghi e degli “amici”

So simple. Eppure lo spazio è frequentatissimo e i contatti tanti 🙂 Narcisismo? No, semplice desiderio di crearsi degli spazi per comunicare comunque, ma in un altro modo. Comunque narcisistico? Vabbè. Embé? Non è uno stronzo e non fa male a nessuno.

dell’anonimato su internet 20130703

nome e cognomeQuesto post parte da un commento ad un precedente post. Ma era talmente ciccioso che relegarlo al commento non sarebbe stato adeguato. La mia risposta è molto, molto lunga.

 “Mi interessa sapere davvero qualcosa della biografia di un autore, di un musicista, di un cantante o di un pittore? Non mi interessa di più ciò che ha da dirmi?”

Le due cose sono inestricabili, secondo me. Anche se non so nulla della biografia di un autore musicista etcetc, la sua opera in qualche modo mi parla di lui. E io la amo non solo perché è un oggetto astratto e fungibile estrapolato da ogni contesto e messo lì per me come se non avesse radici, ma perché è gravido della necessità dell’artista di condividere col resto dell’umanità quello che aveva dentro, di partorirlo. E’ gravido della generosità, della rabbia, del dolore o della gioia, e comunque, dell’affettività di un essere umano.

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anonimato su internet #20130607

Dell’anonimato su internet ho parlato e parlerò volentieri… sono tanti anni che lo faccio, ed eccoci di nuovo qui. Mi interessa però sottoporvi, in un indedito (per me) “da feisbus a fuori”, l’opinione di una persona interessante, che mi ha concesso il suo benestare. Tutto partiva dalla mia cazzata fesbukkiana “il vantaggio di avere un blog con pseudonimo è che puoi mettere i like su cose come “gnocca”. ahhhh. Evviva. Altro che suicidarsi perché ti hanno smerdato su FB.”

Seguito da “Ma perché, è disonorevole mettere i like su “gnocca”?”

Ed ecco che approfondisco un po’: «dipende se ti segue la mamma, quattordici perbenisti/benpensanti/qualcosadiquestotipomanon conoscolaparola , il tuo capo, colleghi, altri stronzi incontrollati che nella vita vedresti E TI VEDREBBERO solo due secondi al bar e nel raggio consentito dalla vista umana … mentre qui ti vedono anche dopo venti anni che hai postato una cazzata. E poi è una regola quella di non mettere i like sul porno. Motivo per cui io ho iniziato SUBITO con Sasha Grey. Ogni tanto devo subito mettere dei like su cose alquanto imbarazzanti. – poi aggiungo – ci sono cose che mi va di rivelare come essere anonimo. Come persona fisica le rivelo a chi mi pare. E spesso sbaglio. La bellezza di internet è questa possibilità di comunicazione anonima. Poi se la vuoi NON anonima, devi gestirla in qualche modo “standard” … ma quante persone ho conosciuto direttamente, senza problemi, in ciò che davvero profondo avevano da dire, senza pensare se fossero grossi, grassi, piccoli, grandi, lardosi o secchi, finocchi lesbiche cornuti o preti, ma soprattutto belli o brutti, profumati o puzzanti. Quel che avevano da dire era li, il loro nucleo pulsante, senza filtro.; ciò che sentivano, cià che pensavano. Perché tanto nessuno poteva farsi male, nessuno poteva venire danneggiato, nessuna reputazione… nulla da reputare e chi aveva da reputare poreva pure farlo che tanto chissene. Invece se c’è relazione con la RL (vita reale) sono sempre cazzi, sempre amari e sempre grossi. Magari seccature, magari musi lunghi, magari perdi il lavoro o non lo trovi più, magari la zia Clodovea non ti parla più oppure un gruppo anarcofasciocomunistaateoreligioso ti prende e ti mena in nome della nonviolenza. Non si sa. Ecco che l’anonimato ti permette di esprimerti.»

E la MCV mi risponde con qualcosa di interessante, che non condivido pienamente, ma questo non significa che non lo stia considerando e che quindi non inizi a condividerne una parte; questo qualcosa lo voglio condividere qui, perché FB è troppo volatile. Eccolo, Continue reading →