
Dell’anonimato su internet ho parlato e parlerò volentieri… sono tanti anni che lo faccio, ed eccoci di nuovo qui. Mi interessa però sottoporvi, in un indedito (per me) “da feisbus a fuori”, l’opinione di una persona interessante, che mi ha concesso il suo benestare. Tutto partiva dalla mia cazzata fesbukkiana “il vantaggio di avere un blog con pseudonimo è che puoi mettere i like su cose come “gnocca”. ahhhh. Evviva. Altro che suicidarsi perché ti hanno smerdato su FB.”
Seguito da “Ma perché, è disonorevole mettere i like su “gnocca”?”
Ed ecco che approfondisco un po’: «dipende se ti segue la mamma, quattordici perbenisti/benpensanti/qualcosadiquestotipomanon conoscolaparola , il tuo capo, colleghi, altri stronzi incontrollati che nella vita vedresti E TI VEDREBBERO solo due secondi al bar e nel raggio consentito dalla vista umana … mentre qui ti vedono anche dopo venti anni che hai postato una cazzata. E poi è una regola quella di non mettere i like sul porno. Motivo per cui io ho iniziato SUBITO con Sasha Grey. Ogni tanto devo subito mettere dei like su cose alquanto imbarazzanti. – poi aggiungo – ci sono cose che mi va di rivelare come essere anonimo. Come persona fisica le rivelo a chi mi pare. E spesso sbaglio. La bellezza di internet è questa possibilità di comunicazione anonima. Poi se la vuoi NON anonima, devi gestirla in qualche modo “standard” … ma quante persone ho conosciuto direttamente, senza problemi, in ciò che davvero profondo avevano da dire, senza pensare se fossero grossi, grassi, piccoli, grandi, lardosi o secchi, finocchi lesbiche cornuti o preti, ma soprattutto belli o brutti, profumati o puzzanti. Quel che avevano da dire era li, il loro nucleo pulsante, senza filtro.; ciò che sentivano, cià che pensavano. Perché tanto nessuno poteva farsi male, nessuno poteva venire danneggiato, nessuna reputazione… nulla da reputare e chi aveva da reputare poreva pure farlo che tanto chissene. Invece se c’è relazione con la RL (vita reale) sono sempre cazzi, sempre amari e sempre grossi. Magari seccature, magari musi lunghi, magari perdi il lavoro o non lo trovi più, magari la zia Clodovea non ti parla più oppure un gruppo anarcofasciocomunistaateoreligioso ti prende e ti mena in nome della nonviolenza. Non si sa. Ecco che l’anonimato ti permette di esprimerti.»
E la MCV mi risponde con qualcosa di interessante, che non condivido pienamente, ma questo non significa che non lo stia considerando e che quindi non inizi a condividerne una parte; questo qualcosa lo voglio condividere qui, perché FB è troppo volatile. Eccolo, Continue reading →