La differenza d’età conta, conta eccome

ragazzi

ragazzi simili a questi

Periodicamente scopro l’acqua calda, eccomi qui di nuovo. Normalmente mi rapporto a gente che ha oltre 20 anni meno di me abbastanza familiarmente, concedendo volentieri una confidenza che forse non dovrei; non so se si o se no; ci sto iniziando a riflettere.

Questo sto imparando: a parte i classici del rispetto eccetera, che lasciano il tempo che trovano quando suonano da “abbassa lo sguardo”, seriamente, quello dell’incomunicabilità intergenerazionale rischia di essere un problema che ora conosco anche io: si può essere simili e comprendersi, ma ci sono cose che sono sempre e solo frutto dell’esperienza personale: quanto più ricca e varia sarà, tanto più comprenderemo gli altri nella stessa situazione: raramente però accorderemo agli altri il privilegio di riconoscere che ci capiscono e che sanno esattamente come ci sentiamo, perchè ancora non abbiamo finito di vivere quella sensazione, uscendone e comprendendo quanto comune al resto dell’umanità possa essere.

Ho pensato, dai 17 ai 34 anni, che la formula giusta fosse “lo so, nessuno può davvero capirti e sapere esattamente quello che senti: solo tu puoi saperlo ma ti dico quello che ho provato io e vediamo se posso darti una mano” … Richiede pazienza, tempo e voglia di fare. Ora però, a parte avere o non avere la buona volontà, capisco che senza far vivere (senza entrarci minimamente) le proprie esperienze, belle, brutte, dolorose, insensate, strazianti, direttamente e in solitaria ai ragazzi (e notare che non sono mica figli miei!) nel loro modo e con il loro linguaggio specialmente rispetto ai coetanei, non è utile e forse quasi possibile, accostarsi a loro per dare una mano, offrire un consiglio o una opinione.

Si, tu sai, sai come andrà, sai cosa fare, sapresti persino offrire una alternativa che tu stesso non hai avuto modo di provare e ora avresti, potresti istruire e suggerire… potresti infilarti in queste conversazioni e in queste vite, ma la differenza d’età conta. Quello che per te può ormai essere tempo perso, per loro va vissuto.

A questo stavo arrivando, dopo un mio intervento che stavo iniziando a considerare fuori luogo anche se per il mio metro era più che normale (e rattristandomi della pochezza di questa generazione, della mancanza di sense of humour, di quanto sembrino spavaldi e aperti e quanto invece si azzerbinino con le ragazze e quanto queste ultime siano meno sveglie anche se la danno via con gioia – evviva – più di quanto non facessero le nostre coetanee) … quando invece vengo sorpreso da un “in effetti mi hai fatto rendere conto di una cosa che senza questo chissà quando avrei scoperto, quasi ti devo ringraziare!” quando mi aspettavo un fanculo periodico ad libitum.

Se hai verificato che quello che scriverai è vero, che è qualcosa di buono sull'argomento ed è utile che io lo sappia, ma soprattutto SE SAI USARE LA PUNTEGGIATURA, dimmi: