niente ping e desktop remoto ma condivisioni raggiungibili

Dal server (2000) ho una macchina (XP) raggiungibile: ping a posto. La stessa macchina non lo è da un’altra macchina (win7) della rete: né risponde al ping, né tantomeno permette il desktop remoto, nemmeno nella condizione in cui qualsiasi firewall sia giù.

Soluzione simile a questo caso: nella scheda di rete locale della macchina irraggiungibile, con diritti amministrativi, togliere momentaneamente “registrati su DNS” (io ho anche spento), sul dns presso il server togli tutti i riferimenti alla macchina incriminata, riavvii la macchina incriminata, fai login,  fai un release ed un renew con ipconfig, reimposti tranquillamente l’impostazione di rete percedentemente rimossa. Puoi riabbassare i diritti e riavviare. (tutti queste danze di riavvii e diritti magari da voi potete evitarle).

Problema risolto: la macchina è nuovamente normalmente raggiungibile come al solito.

la vostra vita si trova online… e CE L’AVETE MESSA VOI

Forse vi è già arrivato, o forse vi arriverà questo link relativo ad un interessante video su youtube che mostra l’ingenuità delle persone che, sentendosi rivelare come magie i fatti propri da un sedicente indovino, tendono anche ad accettare questa stupefacente magia… ma … in realtà è stato tutto trovato su internet. A questo punto forse (se c’è speranza) inizierà la comprensione, il fatto di non accettarlo tanto… e magari un inizio di consapevolezza.

Ma forse no.

Il finale dice “e potranno essere usati contro di voi”.

Io direi che questo è acclarato. Ma quello che dovreste comprendere meglio è che ce li avete messi voi.

la religione mac [ #macreligion ]

Rendiamoci conto che il livello è “milan/inter”, ormai.

Quando ho iniziato a scrivere l’articolo che state leggendo, QUESTO articoletto ancora non era uscito. Lo stavo scrivendo circa una settimana prima, ed erano mesi che pensavo alla cosa… finché non mi è piombata in casa sotto forma di amico ingegnere di software d’alta finanza che mi fa “tié, leggi questo, tu puoi capire… io non potevo rispondere… era la cliente di un cliente… ho solo potuto chiedere se scherzasse… e mi ha risposto serissima di no, che credeva asolutamente in ciò che diceva”.

Ricordate : credeva – assolutamente.

La credenza assoluta è assolutismo, e già il “credere” denota l’aver lasciato da parte il dimostrare, il verificare e il misurare. Credere, e per di più “assolutamente” per me si chiama religione, fanatismo religioso.

Torniamo al messaggio che il mio amico mi stava mostrando: una tipa, tra l’altro con un phD in matematica finanziaria, sosteneva che il risultato di un calcolo fatto con il loro software ed uno di confronto/controllo che loro stessi fornivano – e per il quale fornivano anche le routine di calcolo utilizzate da loro stessi per i test – non combaciavano e che “a parte la ovvia superiorità del Mac su qualsiasi macchina Windows, sul quale mi hanno costretta a far girare il software … perché sicuramente voi lo fate girare su Mac …” eccetera eccetera bla bla. Continue reading →

l’iscrizione è gratuita, ma i servizi no: bella fregatura! #temporarymailaddress

Se entri un negozio e non ti danno la roba gratis, la cosa non ti turba poi tanto: è normale, ma non ci sono inganni, nessuno tenta di farti credere che ci sia qualcosa di gratuito… se non entri nel negozio non compri di sicuro: farti entrare a pagamento sarebbe una stronzata che non verrebbe in mente al peggior commerciante del mondo (quella di farti uscire si, naturalmente, come ben sanno i banchieri … ma si tratta del conto, non della banca: sarebbe sequestro di persona con riscatto).

La differenza, su internet, è che la “fidelizzazione” inizia con la registrazione: non esiste l’ingresso gratuito in molti posti; come se per leggere le mie quattro idiozie servissero utente e password. C’è la “registrazione” gratuita. Ma non è affatto gratuita: paghi con i tuoi dati di registrazione, con la possibilità di farti rompere le scatole all’infinito se, dopo esserti fatto un giretto per il loro negozio, visto due vetrine e considerato che non te ne frega asolutamente nulla, esci e ti dimentichi di loro per sempre: una cosa normale, questa si.

Non entri al supermercato e ti chiedono la carta d’identità e il numero di cellulare. Certo, ci provano (tesssere, card varie) … ma in primis la legge sulla privacy impone che separino le due crocette dell’assenso al trattamento dei dati per finalità normali e quelle per il marketing … e secondariamente puoi farne a meno: la porta è aperta, gli scaffali non chiedono la password e le credenziali sufficienti alla cassa sono i soldi. Se mi voglio comprare una mozzarella e due merendine posso farlo anonimamente.

A molti molti detrattori dell’anonimato che sostengono il fascista “se non hai niente da nascondere” eccetera, vorrei chiedere: io non ho da nascondere nulla quando compro la mozzarella e le merendine, ma sono cazzi miei. Prendo, pago. E rimango il signor nessuno. Lo stesso vale per qualsiasi attività della mia vita, come principio base: o te ne parlo io, oppure per entrare si bussa, si aspetta e se nessuno dice “avanti” non si entra.

Chiarito sommariamente questo, voglio ricordare a tutti e 2 i cari lettori che la mia sensazione, se mi DEVO registrare per vedere semplicemente quello che c’è nel tal sito, forum, servizio, socialkaz …  ci mancherebbe altro che NON fosse gratis. Ma è seccante. E se quando entri di gratis non c’è niente di interessante, non c’è niente di utile PER TE, gratuitamente, allora è una fregatura, è fumo senza arrosto, è utile a loro, anche se non è una truffa. E, quindi, se per te non c’è niente… consiglio  di non dare niente di vostro , utile a nessuno. Una tecnica base, che molti internauti della seconda o terza generazione, e soprattutto molti nativi digitali , stranamente, non sempre conoscono: per curiosare in giro usate delle e-mail farlocche, dei raccoglitori di spam, delle mail create ad hoc che usate solo per la gente o le ditte che non conoscete, di cui non vi fidate, e registratevi sempre con nomi di personaggi storici possibilmente morti da tempo e che non siano noti ad uno studente delle elementari.

8 volte su 10 avrete agito molto saggiamente. Due volte invece vi toccherà rifare la registrazione perché avrete beccato un’attività commerciale interessante, un servizio utile e qualcosa di offerto gratuitamente a voi quantomeno a compenso dei vostri veri dati. Continue reading →

l’ottimismo dell’ignoranza

In alcuni settori ci sono delle cose che alcuni sanno ed altri ignorano. Diciamo che qualcuno si arrangia e gli altri non si arrangiano, non c’azzeccano, non ci hanno a che fare se non con fatica. Questi che non ce la fanno, spesso, vedono quelli che fanno meno fatica come “quelli che sanno tutto”. E invece non sanno tutto: sanno qualcosa. E naturalmente è meglio di niente, non lo nego.

Ed ecco che entrano in scena i soldi.

Quando qualcuno dev’essere pagato per le prestazioni fornite da azioni e conoscenza, allora questa si manifesta davvero. Se io sono un chirurgo con la laurea, la specializzazione, il tirocinio, l’esperienza e gli aggiornamenti … forse sono un po’ diverso da uno che ha rucucito due panze in guerra: la gratitudine è grande, ma la competenza è diversa.

Quando i vostri amici vi dicono che vi abbattete perché “tu sai tutto! guarda quante cose sai fare! vuoi non trovare lavoro in 10 secondi?” … stranamente non si chiedono se avrebbero mai pagato per la vostra competenza. Oppure semplicemente, loro vi vedono come qualcuno che sa delle cose perché loro non sanno niente. Ed è frustrante sentire queste persone incoraggiarvi ed incitarvi a mandare currucula a destra e manca quando voi sapete bene quello che c’è scritto… e quello che vale … e cioé un cazzo. Ma la frustrazione resta… persone che ti circondano, amici, soprattutto parenti… rimangono male quando non mandi  curricula alla NASA … perché mai? Sai tutto di computer… Restano male per il fatto che non ti aspetti di essere assunto zac-e-tac al CERN a lavorare con gli scienziati … in fondo loro hanno da fare gli scienziati e quindi tu puoi “programmare”. Anche se sei stato un sysadmin in una PMI che non ha voluto investire aggiornando i propri sistemi negli ultimi 10 anni… e tu con loro.

E come fotografo? Ma vuoi scherzare? I giornali e gli editori non aspettano che te! Certamente, sicuro. Ma come mai tu ritieni costosa una foto in studio da 150 euro?

E’ un vecchio discorso, tutti lo avrete fatto prima o poi… se tua zia Sissy ti dice che sei veloce quando ti vede correre allo stadio, è un conto… è un altro conto se te lo dice l’allenatore… ed è un altro ancora se te lo dice Bolt. Tua zia Sissy ti vuole bene… ma non sa nulla.

#poste.it privatizzazione e il porco 2

emailTanti anni fa qualcuno mi disse che “l’e-mail è un diritto inalienabile di ogni persona fisica e lo stato italiano ti garantisce un indirizzo e-mail sicuro ed affidabile attraverso le poste” … ed al di là del similproclama e della libertà wannabe denoantri … poste.it faceva un lavoro egregio: garantiva il servizio POP, SMTP, IMAP (pochissimi lo facevano!) e garantivano tutto questo via SSL (ancora meno facevano questo!) …

E’ spuntato email.it che faceva qualcosa (ma oggi ti fa penare davvero tanto e non so se durerà … mia sensazione personale) … e poi è spuntato google che faceva tutto, meglio, deppiù. A parte ovviamente farsi i fatti tuoi in maniera internazioanale. Ma in modo discreto. Ma tecnicamente il servizio è risultato pressoché ineccepibile. Continue reading →

lo scopo della tecnica è di eleminare i tecnici (professionisti)

L’arrotino è solo un mestiere scomparso, *non* autoeliminatosi.

Pensavo all’informatica (ITC, IT) … ma non è solo lì, anzi. Ogni tecnica o tecnologia vuole semplificare sempre più l’uso da parte dell’utente… rendere la cosa possibile a chiunque. Forse non tutta: alcune tecnologie rendono solamente possibili cose altrimenti non possibili. Ma la tendenza, alla lunga, è eliminare colui che ha creato e sa usare “esclusivamente” lo strumento (lo “specialista”) e metterlo in mano alle masse, disinteressate alla raffinatezza o alla precisione, ai motivi di alcune scelte tecniche o alla qualità richiesta ed ottenibile … alla lunga la semplificazione, sempre, rende tutto più vicino… ma fa dissolvere e perdere la conoscenza. Mi sembra che l’avvocato e il medico si salvino ancora, forse anche il meccanico…

Forse idraulico, falegname e muratore si salvano dalla massificazione (forse, ho detto!) perché di mezzo c’è la fatica (ma cosa succederà quando un ingegnere inventerà degli strumenti oggi nemmeno pensabili e domani un’app per iPorn che ti stacca il cesso e ne monta uno nuovo per 56 cent?) … e anche l’abilità manuale, non da tutti.

Di che vado cianciando, dunque? Del fatto che alla lunga alcuni lavori hanno un rapporto autodistruttivo con il lavoratore: colui che lavora e svolge quel mestiere in quel dato settore, lavora per migliorare e rendere efficiente qualcosa che alla fine rende inutile proprio lui.

Si lo so, è una fissa. 🙂

#Internet proibito nelle grandi aziende: stronzata

Stalle con tanti impiegati alla scrivania. Questo sono le grandi aziende con i famigerati e disumani open space. Chi ha inventato questo modo di mettere la gente in batteria in stile Panopticon? Di certo non la natura. Gli animali sono riservati e comunque non svolgono le loro funzioni in file ordinate.

Ma noi siamo peggio di così. Noi facciamo in modo di far sentire alle persone che sono osservate da qualcuno e dagli altri. Così un mio conoscente mi dice che per guardare due cose su internet nella corporation per la quale fa il disegnatore CAD, si guarda intorno con circospezione e fare sospetto e tiene lo schermino piccino piccino “di internet” in basso da qualche parte e che non ti puoi nemmeno grattare una chiappa in scioltezza perché sei in un open space del cavolo con 100 persone … persino in ospedale avevano smesso di usare i casermoni… chissà come mai? Forse perché era disumano e poco dignitoso?  Continue reading →

Consigliato The Big Bang Theory (serie TV)

Non conoscevo la serie TV “The Big Bang theory”. Dei ragazzi me l’hanno sottoposta e visti i primi 4 minuti stavo abbandonando perché il personaggio di Sheldon mi risultava insopportabile e ricordavo di averne visti altri 2 o 3 minuti in TV ed aver pensato “è insopportabile” ecambiato canale, nonostante ci fossero degli istanti di simpatia.

E allora vi consiglio: sopportate alcuni minuti in più, vedetevi 2 puntate intere. Io mi sono fatto un monte di sghignazzate e – purtroppo – ho imparato qualcosa anche su me stesso.

Ma il punto sono le sghignazzate, giuro.

Fondamentale è il doppiaggio di Leonardo Graziano per Sheldon: Coltorti è ok per la “freddezza”, il distacco e la pedanteria saccente, il sussiego. Ma Leonardo Graziano è perfetto: ci aggiunge quella parte di isteria-gay, una leggera stonatura ogni tanto, quelle parti di ansia e fastidio… che sono comunque presenti in quel peronaggio. Continue reading →