Arcurs ha ragione?

Yuri si è comportato sicuramente da sborone. Ma anche da esperto e da persona in una certa, importante posizione. Non era nessuno e si è fatto da sé, grazie al settore. Ci ha creduto capendo in quel momento che c’era da scommetterci, vedendo le potenzialità, scommettendo sul settore, si, ma anche su sé stesso. E ha pompato, pompato pompato, negli anni, con impegno, serietà, dedizione. Ha dettato degli standard, ha tracciato una via: non gli si può negare. Non è perfetto, non è un santo, non è un Cattivo.

Certo però non è Dio. E non è certamente l’unico del settore a pompare bene; lui non è il settore. Ma di certo ha visto lungo una volta e potrebbe aver visto lungo anche questa volta. Ma anche no. Potrebbe solo aver voluto forzare la mano e dire “lavoro sempre di più e con sempre miglior qualità e voi mi fottete sempre più margine di guadagno che io vi porto, come la mettiamo? Il diritto è mio e me lo porto via”. E questa sarebbe una cosa. Ma contemporaneamente che cosa fa? Dice “eh, raga, il futuro sono i cellulari eh!” … e si compra ‘sto miliardo di azienda. Bene. Ma poi quando vai a vedere cosa fanno, fanno editoriali in crowdsourcing. Voglio proprio vedere uno con l’iphone che va ABITUALMENTE in giro con le liberatorie. Perché quelli mica scherzano… se non gli dai i model release col cazzo che fai qualcosa di più di quell’editoriale da 2,5 $ (wow!) … per chi raggruppa quelle vendite i tuoi 2,5 sono parecchio… perché è il totale che fa la somma. Ma per te, quindi per il settore, questo significa solo “fine degli editoriali fatti con fotocamere”.

Ma lui dice che questo è lo stesso genere di obiezione che si fece nel 2005 con il microstock rispetto allo stock tradizionale. Solo che io ci vedo una incongruenza oppure semplicemente non ci stai dicendo qualcosa: praticamente vai verso lo stock tradizionale, dopo aver detto che erano sauri. E dall’altra spingi per la tua agenzia di crowdsourcing editoriale mobile. Eh… e il resto? Se il motivo per usare il microstock era che lo stock costava troppo, non credo che la clientela si muoverà a branchi e frotte urlando che ti amano, dato che gli alzi il prezzo. Quel genere di settore segue la schifosa regola dell’abbassamento costante. Se ci dici : andate dove pagano di più! Io ti dico: FANTASTICO, facciamolo! Vendono anche? Perché se non vendono, non pagheranno tanto. Ci stai dicendo che ti compri tu i player più grossi e che cambierai le regole facendo in modo da attirare i migliori per lavorare solo ad alta qualità e pagare meglio?

Io non lo sto sentendo. La sensazione sembra più: io me ne vado, voi che restate a fare?

Mah, a pagare qualche conto. Oltre al fatto che non ha nominato mai l’illustrazione.

Fammi bella

Alcuni di voi forse hanno sentito parlare di campagne “contro la bellezza finta della pubblicità” come quella che ho messo nel video soprastante*. Però vi prego di accordarmi un minimo di fiducia quando vi chiedo di credermi su questo: le persone comuni sono le prime a chiedere di applicare ogni fottuto trucco possibile per “renderle più belle”.  Continue reading →

Bridge: dove salva le informazioni degli stack

Attenzione: post nerd! :)

Chi usa Adobe Bridge per la gestione del flusso di lavoro forse ogni tanto ha utilizzato gli stack per raggruppare una serie di scatti accomunati da qualcosa, per tenerli un ordine o… per qualsiasi motivo uno voglia usare gli stack.

Dove vengono salvate queste informazioni? In Windows, nella cartella che contiene gli stack, a fianco delle immagini e dei loro XMP c’è sicuramente (magari nascosto) un file di nome “.BridgeSort” che è comunque un file XMP/XML che mi sembra contenere queste informazioni. Anzi, dato che ho fatto dei set piccolini, mi permetto una prova empirica: chiudo Bridge, cancello (sposto altrove) il file in questione, riapro Bridge e… gli stack sono spariti. Inverto l’operazione e gli stack riappaiono. Quindi è verificato: stanno lì. 🙂

un buon (futile) motivo per avere uno smarzporne: shazam!

Nerdismo! Pronti? Ma non tanto, eh. Softnerd! Se, come me, volete sempre sapere, o accertarvi di sapere, “di chi sia quella canzone”, allora ecco un buon motivo per avere uno smarzporne o un iPaid, oppure un altro tablet eccetera: SHAZAM. E’ vecchio, non è una novità, ma l’ho visto funzionare su dispositivi potenti, e il wi-fi attaccato… e VA! 🙂  Mentre con il mio vecchio cessetto si inchiodava in modi che non voglio ricordare qui.

Che fa? Click: gli fai ascoltare quello che senti tu, lui cerca su internet “se la conosce” e poi ti dice che canzone è. Semplicissimo. Ovviamente conviene usarlo se hai una connessione free/wi-fi, altrimenti sossoldi.

programmatori e marketing executive: Yuri Arcuurs assume

Ok, diciamo che in Sudafrica avreste più opportunità, riguardo a quanto offre Arcurs attualmente nel suo annuncio. Ma ci sono una certa quantità di lavori che, se svolti in esclusiva per lui (a tempo pieno, no altri lavori), potrebbero interessarvi perché possono essere svolti DA CASA, ovunque, via internet.
A parte le skills piuttosto elevate richieste, e la perfetta padronanza della lingua inglese parlata e scritta, bisogna poter rispondere via skype nelle ore di lavoro tipicamente Europee.
L’annuncio per lavorare a peopleimages.com è QUI.

I più interessati, secondo me, sono i programmatori, perché per il lato fotografico è ovvio che vuol utilizzare la via degli “studenti di fotografia” in Sudafrica … la vedo dura che accetti fotoritocco da casa visti gli standard (TIFF a 16 BIT di immagini da 50 mpx per ogni scatto) … ma se potete trasferirvi in Danimarca e siete esperti, potrebbe fare al caso vostro. Per i tagger non mi pare che specifichi il luogo di lavoro… e potrebbe essere anche online. Verificate, provate,  e poi… apply!

I marketing executive… beh, sanno loro! 🙂

Ripeto, per me la parte di annuncio seria è quella per i programmatori, a meno che non siate in Sudafrica.

cina, giappone, russia, asia e il furto di proprietà intellettuale… interessa?

Ora che mi sono fatto un bel po’ di dosi di ZeroCalcare  (nella foto, foto linkata, senza chiedere, in tema con l’articolo) posso dire – se ho capito – che sono un rosicone. “Po’ anche esse.”

Di certo non possiamo lamentarci noi dell’era del copiotutto e scaricoamanetta se poi i nostri eventuali mestieri creativi o basati sulla proprietà intellettuale vengono rubati da altri, no? E come potremmo comportarci in modo coerente ed onesto, non xenofobo vedendo siti come QUESTO QUI CHE VI LINKO in cui basta fare click e trovare a definizione PIU’ CHE UTILE le foto e premere “salva con nome” e tanti saluti al guadagno di chi ha creato quell’immagine? Perché quell’immagine è costata tempo, denaro e fatica. Lo so perché ho visto l’originale anche dove la vendono. E la vendono a POCHISSIMI SOLDI.

Ci resta da fare gli operai? no, loro costano meno! Siamo intelligenti? ci rubano il frutto della proprietà intellettuale. Siamo più forti? stiamo parlando di questo? di fare a pugni con le bombe atomiche? Cerchiamo di non essere ridicoli.

Forse non ho un buon punto di vista, ma, ancora una volta, se le REGOLE non sono globali, allora cazzo ergiamo pure delle altissime mura tra i nostri paesi: mura culturali, mura economiche, mura fisiche, mura per non frequentarci, mura stai a casa tua e quando vieni nella mia impara la mia lingua e le mie regole, mura quando vieni qui a vendere rispetti le stesse regole nostre, mura mura mura mura.

Ma basterebbe che tutto il pianeta, ormai in rapporto stretto di regole che si confrontano … adottasse le regole migliori… e le applicasse ovunque! Migliori per gli esseri umani, non per due o tre teste di cazzo che schiacciano tutti.

Ad ogni modo il succo è questo: stanno restando solo lavori da ragionieri e contabili in giro. Ci vuole sicuramente creatività anche lì, come ci diceva Tremonti … ma se continuiamo a pensare che tutto ciò che è bello da vedere e da sentire sia da prendere e basta… pensate a vostro figlio… riuscireste ancora a dirgli “segui il tuo sogno” oppure “a Francé, fai raggioneria checcianmestierenmano” ?

Sadness.
(ed ho il massimo rispetto per i contabili che probabilmente in silenzio stanno mandando avanti ciò che va mandato avanti).

OperaBrowser … e mi leggo il giornale senza pubblicità

D’accordo: i giornali guadagnano e vivono grazie alla pubblicità. Eppure c’è modo e modo. Spessissimi fa schifo al cazzo. Spesso non fai a tempo a leggere UNA riga che parte un reindirizzamento assolutamente non voluto, spessissimo con la pubblicità parte DA SOLA la musichina… e non sempre è opportuno! (vedi “NSFW“).

Molto spesso sono semplicemente diventati talmente spaccaminchia che DAVANTI a quello che ti interessava appare un popup sempre più difficile da combattere.

E allora, come sempre, si tratta di una quesitone di misura: passata quella, scatta l’estremismo contrario.

Ed eccomi qui: con il blocco dei contenuti di Opera Browser (consigliatissimo!) non avete idea di quanto diventi strafico reiniziare a leggere il vostro magazine online preferito come davvero è stato progettato in redazione, senza quella quantità di merda che appare automaticamente attraverso i servizi di advertising pseudocazuali.

E’ ultrasemplice: tasto destro, blocco dei contenuti, si clicca qua e la dove ci infastidisce la schifezza, si clicca su “fatto”, quindi reload: fine. E se siete un po’ più esperti e avete capito da dove arrivano le schifezze più rompine, potete usare delle opzioni per scrivere direttamente a mano gli indirizzi anche parziali (caratteri jolly consentiti).

Provate: andate presso un sito che vi piaceva ma che ormai ha troppa pubblicità e usate questa funzione di Opera Browser: se gli articoli buoni ci sono ancora, vederli sarà di nuovo un piacere.

vodafone, io VOGLIO usare il MIO router

Mi chiamano questi della promo e mi dicono che vanno come quelli della mia linea attuale (ok) , che la zona non è coperta (questo la scorsa volta) dalla 20MB … e dulcis in fundo NON posso usare il mio router!

Che sia Telecom o che siano altri IO VOGLIO USARE IL MIO APPARATO DI RETE, non voglio il vostro! Voglio il pieno controllo, non limitazioni, controlli remoti, traffic shaping imposto, filtraggio … voglio fare qualsiasi cosa sia POSSIBILE fare con un apparato di rete che non sia di mia proprietà e sotto il mio controllo. Il fatto che questi signori si comportino così è perché sempre meno siamo tecnicamente informati … poi ci chiediamo come mai certe cose non si riescano o possano fare… e non ci leggiamo dettagliatamente i contratti PRIMA di firmarli.

Ok, l’offerta è buona, ma non stiamo parlando di patate (e pure li se sai il fatto tuo qualcosa da dire ce l’hai) bensì di tecnologia con precise caratteristiche. Come fai ad impormi il tuo modem o il tuo router? Ok, mettimelo a disposizione, ma non OBBLIGARMI ad usare il tuo!

A me questa imposizione non piace. Col mio attuale gestore NON ho questo problema. Voglio offerte, non imposizioni, nemmeno se infilate in una offerta. Se mi OFFRI, dentro non ci devono essere imposizioni “puoi avere questo ma SOLO con il mio router” … no, così non va. Mi offri connettività, non apparati di rete? Allora ok. Mi metti a disposizione anche l’apparato di rete? ok.

Mi IMPONI il tuo apparato di rete per accedere alla tua offerta ? Allora NON CI SIAMO.

licenze OEM e licenze d’altro tipo… che fu? celaspiekoio dai

Alours, carissimi amici non-nerd. Ma anche nerd che però se ne strasbattono delle licenze perché tanto loro opensourci e tantoloro piratatutto.

Bene. Se state piratando software commerciale potete pure andare su youporn senza stare a perdere tempo qui adesso, oppure magari leggetevi gli articoli pedantemente depressi o superficialmente politici: ne ho a bizzeffe! Avrete ben capito che questi ultimi 12 mesi non è che girino brillantemente.

Altrimenti magari (ad esempio perché invece che a casa vostra lo dovete fare per lavoro) vi interesserà sapere (di solito se avete a che fare con roba Microsoft) che cosa significhi licenza OEM e cosa licenza retail. Vi invito a seguire il link qui di fianco per approfondimenti più completi, ma essenzialmente sappiate questo:

  • OEM = software indissolubilmente legato al pc con il quale è stato venduto
  • retail = software che sposti dove vuoi Continue reading →